E’ di questi giorni la notizia che in Spagna gli organizzatori ufficiali delle celebrazioni di Stato indette in onore di Carlo III di Borbone avranno un ospite d’eccezione: il Principe Carlo di Borbone, Duca di Castro. Il Duca, che nell’occasione metterà in mostra il cimelio storico del manto di Carlo III, presenzierà alle celebrazioni in veste di Capo della Real Casa Borbone Due Sicilie ed erede storico e dinastico di Carlo III, che fu anche re di Napoli e Sicilia, prima di lasciare il trono al figlio minore Ferdinando IV (poi I delle Due Sicilie), avo diretto e precursore del Duca di Castro.

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Ma proprio per tale motivo non sono mancate le polemiche, visto che Don Pedro di Borbone, parente spagnolo del Duca di Castro e che contende al Duca le sue dignità dinastiche ed i sui diritti non sarà presente alle celebrazioni. Ma la questione sembra però essere più complessa ed ampia di come appare. “In realtà stiamo assistendo ad una rivoluzione copernicana di una famosa disputa nata in Spagna ormai quasi settant’anni fa – ci riferisce Giovanni Grimaldi, l’autore di un celebre studio dinastico, pubblicato sull’Annuario della Nobiltà Italiana con la collaborazione e la promozione del prof. Andrea Borella – Una disputa che solo oggi in Spagna stanno riconoscendo ed accertando. Ma approfondiamo di cosa si tratta. In realtà, come stanno scrivendo anche varie testate spagnole, le tesi dimostrate dallo studio del Grimaldi iniziano ad essere riconosciute ed accettate. La linea attualmente rappresentata da Don Pedro di Borbone apparteneva alla Real Casa di Spagna, perché secondo le leggi dinastiche duosiciliane, il suo bisnonno Carlo, detto Carlo Tancredi, uscì irrevocabilmente dalla sua Real Casa, per sposare l’erede al trono spagnolo, come gli venne imposto dalla Spagna stessa. Ma inoltre, proprio per tale scelta, non ebbe l’assenso dinastico formale di suo padre per ottenere che la sua discendenza restasse nella Real Casa duosiciliana.

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Invece – continua Grimaldi – dopo molti anni, dopo la nuova legge del 1947 del dittatore Franco, siccome costui pretese di scegliere a suo capriccio il suo successore, come nuovo re, si scatenò la competizione fra i vari principi Borbone. Fu in quegli anni che il conte di Barcellona, padre di Juan Carlos, dovette accordarsi con il cugino e cognato Alfonso Maria, figlio dell’appena defunto Carlo Tancredi, per spingerlo a pretendere il trono delle Due Sicilie, la dignità di Capo di quella Real Casa e dei relativi magisteri. Oggi, dopo che la linea di Don Pedro è di fatto del tutto uscita dalla Real Casa spagnola, i tempi sono finalmente maturi per riconoscere ed accettare la verità. Personalmente – aggiunge infine Grimaldi – dopo anni di ricerche, studi, ritrovamenti di documenti inediti, pubblicazioni e convegni, ma soprattutto dopo attacchi personali, minacce, offese ed intimidazioni di faziosi ed esaltati, la verità sta finalmente trionfando. Ma la speranza è che la verità, invece di dividere, possa essere il motivo per riavvicinare tutti i Principi Borbone, così come possa aiutare il Duca di Castro a sistemare la questione ancora pendente circa il diritto dinastico della Sua Real Casa, che in questi ultimi mesi sembra che voglia adattare ai tempi, ma che non siamo ancora riusciti a capire in che modo voglia e possa farlo senza violare lo stesso diritto dinastico del quale è proprio lui, come tutti gli stiamo riconoscendo, il vero garante ed il supremo custode.