Finite le festività natalizie, si avvicina il momento della resa dei conti. Quando sarà interpellata la bilancia emetterà il suo verdetto impietoso segnando per molti qualche chilo in più. A cosa sarà dovuto?

È presto detto: agli eccessi alimentari, cui le bevande alcoliche avranno dato un notevole contributo. Ebbene sì: l’alcol etilico, o etanolo, apporta una non trascurabile quantità di calorie che, perdipiù, sono definite dai dietologi “calorie vuote” in quanto prive di macronutrienti (carboidrati, grassi e proteine).

Quindi, anche se per noi enoappassionati è triste ammetterlo, l’alcol dal punto di vista nutrizionale è inutile. È solo un piacere.

Ma questo piacere – derivante, è bene dirlo, non dal solo alcol ma da un gran numero di altre sostanze contenute nelle diverse bevande – quanto ci costa in termini di introito calorico e quindi, eventualmente, di incremento ponderale? Dipende soprattutto dal grado alcolico della bevanda che assumiamo.
E allora per capirci qualcosa di più proverò a dare qualche informazione che consenta di orientarsi tra le varie tabelle, facilmente reperibili in internet, contenenti le calorie di ciascuna bevanda: i valori riportati, infatti, sono sempre approssimativi per cui è utile avere alcuni concetti di base per interpretarli in maniera corretta.Va anche precisato che negli esempi che farò il numero di calorie (in realtà chilocalorie: kcal) è riferito sempre a un quantitativo standard di 100 ml di bevanda.
Un concetto importante: l’ossidazione nel fegato di un grammo di alcol sviluppa 7 kcal (contro le 4 di carboidrati e proteine e le 9 dei grassi); tuttavia 1 grado alcolico non corrisponde a 1 grammo bensì a 1 ml di etanolo che quindi, avendo un peso specifico di 0,79, apporta circa 5,5 kcal.

Cominciamo dal vino. Le calorie contenute in 100 ml di vino variano in relazione alla tipologia. 
In un vino secco, poco importa se bianco, rosato o rosso, dipendono in pratica solo dal grado alcolico, per cui sono solitamente comprese tra le 70 e le 85-90. Si consideri che con annate sempre più calde questo sta progressivamente aumentando.
Notevolmente diversa è la situazione per i vini da dessert, nei quali è presente anche una certa quantità di zucchero (quindi calorie da carboidrati); nei vini liquorosi, poi, si ha anche l’aggiunta di mosto, alcol, acquavite etc. Tutto questo porta a un contenuto calorico che può variare dalle 90-100 kcal di un passito fino alle 150-160 kcal di un Porto.
Tra le altre bevande alcoliche, le birre, pur contenendo anche una certa dose di carboidrati, sono meno caloriche del vino: si va dalla trentina di kcal di una normale birra in lattina alle 70-80 delle speciali, doppio malto, ad alta gradazione e così via.
Ed eccoci ai superalcolici, vero punto dolente: qui il contenuto calorico sale sensibilmente, innanzitutto per l’alcol, ma anche per gli zuccheri eventualmente presenti. Quindi 150, 200 kcal o anche più per molti distillati, ma 300 e oltre per altri prodotti, tra i quali spicca il nostro limoncello che supera agevolmente le 350.
Per quanto riguarda i cocktail, infine, nella loro preparazione rientrano spesso ingredienti ricchi di zucchero che, come già detto prima, vanno ad accrescere ulteriormente il contenuto calorico.

Bene. Mi fermo qui sperando di essere riuscito, sia pure in misura minima, a fare chiarezza su un argomento la cui conoscenza è importante per godere in maniera consapevole di un piccolo grande piacere. Prosit!

Domenico Capogrossi