Le “bugie” di Ulisse 6° Puntata

a cura di Giorgio Manusakis

“Musa, quell’uom di multiforme ingegno

Dimmi, che molto errò, poiché ebbe a terra

Gittate d’Ilion le sacre torri”

Ma, sempre restando all’episodio del cavallo di Troia, Ulisse perfezionò l’inganno dando istruzioni affinché le tende fossero bruciate e le navi simulassero la partenza restando nascoste al largo di Tenedo e lasciando il solo Sinone a completare l’inganno. Vale la pena spiegare che anche Sinone era un “valido bugiardo” di degna discendenza, essendo cugino di Ulisse e nipote di Autolico. Sapendo ciò, si può più facilmente comprendere perché Ulisse scelse proprio lui per il suo astuto piano. Sinone, infatti, si fece trovare sulla spiaggia dai troiani e raccontò loro, come suggeritogli da Ulisse, di essere a conoscenza del segreto della morte di Palamede e che perciò Ulisse aveva tentato di ucciderlo usando come pretesto una profezia di Apollo; questa profezia, infatti, diceva che il dio non li avrebbe fatti partire se non fosse stato effettuato un altro cruento sacrificio umano come quello già consumato, di Ifigenia in Aulide, al momento della partenza dalla Grecia. Sinone, quindi, disse ai troiani che Ulisse lo aveva proposto come vittima del sacrificio al fine di eliminare un testimone scomodo; quindi continuò il falso racconto suggeritogli dal cugino Ulisse, dicendo di essersi salvato grazie al vento improvvisamente propizio e alla confusione che ne era seguita per la precipitosa partenza delle navi dei suoi, ormai ex, compagni. Priamo, a questo, punto iniziò a credere alle parole di Sinone e gli chiese ulteriori informazioni circa il cavallo costruito. Sinone spiegò, sempre seguendo l’astuto piano di Ulisse, che dopo il furto del Palladio, perpetrato proprio da Ulisse, lo stesso Palladio aveva iniziato a trasudare e per ben tre volte era andato in fiamme, quindi l’indovino Calcante, interpretando ciò come risultato della collera di Atena, aveva consigliato di tornare in Grecia lasciando un dono propiziatorio alla dea, per l’appunto il cavallo famoso. Ma le bugie che Ulisse aveva ordinato di dire a Sinone in merito al cavallo non finiscono qui; infatti Priamo, sempre più convinto da Sinone, gli chiese perché fosse stato costruito così grande e Sinone rispose che i Greci non volevano che il cavallo entrasse nelle mura di Troia, perché Calcante aveva predetto loro che se il cavallo fosse entrato nella città di Troia, essa avrebbe esteso il suo potere in Asia e in Grecia, mentre se lo avessero profanato sarebbero stati distrutti da Atena stessa.

Vi ricordiamo che potete trovare tutte le puntate precedenti ed i racconti mitologici nella sezione “Storie Mitologiche” della  rubrica Tourism & Culture del nostro sito Napoliflash24.it

Per “Storie Mitologiche” clicca qui

Fine 6° Puntata