Le “bugie” di Ulisse 5° Puntata

a cura di Giorgio Manusakis

“Musa, quell’uom di multiforme ingegno

Dimmi, che molto errò, poiché ebbe a terra

Gittate d’Ilion le sacre torri”

…L’eroe troiano partì dunque, insieme a Neottolemo, per Lemno con un preciso piano: una volta giunti sull’isola, Neottolemo avrebbe finto di essere anche lui molto adirato con i greci, colpevoli di averlo prima convocato a Troia, sostenendo che l’oracolo reputava indispensabile la sua presenza affinché Troia cadesse, e poi di aver lasciato le armi del suo celebre padre a Ulisse anziché a lui e che quindi lui aveva abbandonato il campo di battaglia e stava tornando a casa. Neottolemo inizialmente era molto restio ad agire in un modo così meschino; così come suo padre Achille, era un eroe giusto e leale che affrontava sempre a viso aperto il nemico e ripudiava il combattimento a distanza, quindi rinfacciò a Ulisse di aver ordito un piano vile , ma questi riuscì a convincerlo con un discorso da alcuni definito una vera e propria “teoria della bugia”. Neottolemo, seguendo il piano di Ulisse, riuscì a conquistarsi la fiducia di Filottete e a farsi consegnare l’arco e le frecce di Eracle, ma la sua natura di eroe leale e onesto gli impedì di portare a conclusione il tutto e, dopo un’aspra discussione con Ulisse, peraltro da lui salvato dai propositi di vendetta di Filottete che aveva già teso il suo celebre arco per ucciderlo, rivelò a Filottete la verità e gli riconsegnò l’arco e le frecce chiedendogli di seguirlo a Troia e di espugnarla insieme a lui, così come predetto dall’oracolo. Filottete era molto combattuto finché scese Eracle dall’Olimpo per risolvere la situazione. La bellezza degli ingannevoli discorsi di Ulisse a Neottolemo e il modo in cui Eracle risolse il tutto sono splendidamente narrati da Sofocle nella tragedia ‘Filottete’. Ma torniamo sotto le mura di Troia e veniamo al più famoso degli inganni di Ulisse: il cavallo di Troia. Tutti ne conoscono il mito e tutti sanno che, grazie a questo inganno, i greci espugnarono Troia dopo dieci lunghi anni di guerra. Ma non tutti sanno che l’ispirazione di costruire il famoso cavallo per ingannare i troiani, Atena non la diede al suo protetto Ulisse, bensì a Prilide; fu lui, infatti, secondo alcune versioni, a proporre l’idea di costruire un cavallo per oltrepassare le mura di Troia ed Epeo, figlio di Panopeo, si offrì di costruirlo sotto la direzione di Atena in persona. Ulisse poi, da furbo qual era, ne rivendicò la paternità quando fu ospite di Alcinoo, re dei Feaci, così come si racconta nell’Odissea….

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Fine 5° Puntata