Le “bugie” di Ulisse 3° Puntata

a cura di Giorgio Manusakis

“Musa, quell’uom di multiforme ingegno

Dimmi, che molto errò, poiché ebbe a terra

Gittate d’Ilion le sacre torri”

…Il giorno dopo, quando l’accampamento greco fu riportato dov’era in precedenza, il corpo del prigioniero con la lettera fu ritrovato e il presunto traditore fu condotto davanti alla corte marziale; ovviamente, Palamede negò l’accaduto e lo fece con tanto vigore e disperazione che qualcuno iniziò a credergli. Ulisse, a questo punto, suggerì di perquisire la tenda di Palamede, dove venne ritrovato l’oro da lui stesso messo in precedenza. Palamede, viste le false prove sparse da Ulisse, venne condannato a morte per tradimento e, prima di essere lapidato, gridò forte: “O verità, io piango la tua morte che ha preceduto la mia” ed è con queste parole che è ricordato dalla storia come il primo caso celebre di “malfunzionamento” della giustizia.

Ma Ulisse era tanto bravo a “costruire” gli inganni quanto a scoprirli. Quando la ninfa Teti nascose il figlio Achille, vestendolo da donna, tra le figlie di Licomede perché conosceva il destino di morte a cui sarebbe andato incontro se fosse partito per Troia, fu proprio Ulisse a scoprire il travestimento. Avendo ricevuto insieme ad Aiace e Nestore l’incarico di trovare Achille e portarlo a Troia, Ulisse donò alle fanciulle vesti e ornamenti tra cui nascose degli armamenti, quindi ordinò di far squillare le trombe di guerra per far sentire il suono delle armi. Achille non seppe resistere a quel richiamo di guerra, si denudò il petto, afferrò le armi poste tra i doni e si preparò alla battaglia, quindi promise di partire per Troia con i suoi temutissimi Mirmidoni.

Un altro dei suoi inganni, Ulisse lo mise a segno durante la seconda riunione in Aulide che precedette la partenza della spedizione greca. Secondo una profezia, i greci non sarebbero potuti partire per Troia se Agamennone non avesse sacrificato ad Artemide la più bella delle sue figlie, Ifigenia. Agamennone era comprensibilmente restio a offrire il sacrificio alla dea e come giustificazione addusse la certa contrarietà della moglie Clitennestra. Ma i re greci minacciarono di abbandonarlo e tornarsene a casa e quando Ulisse fece finta di arrabbiarsi moltissimo e di salpare per Itaca, intervenne Menelao. Questi propose di ingannare Clitennestra inviando Ulisse e Taltibio a prelevare Ifigenia, dicendo alla madre che dovevano condurla in Aulide per darla in sposa nientemeno che ad Achille. Ovviamente, la scelta di Ulisse come messaggero non fu casuale; chi avrebbe saputo mentire meglio di lui alla madre di Ifigenia?…

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Fine 3° Puntata