Le birre artigianali conquistano sempre di più appassionati.

Cresce la domanda di birra artigianale e negli ultimi anni sono stati aperti molti birrifici. Fino a pochi anni fa la birra era considerata dai consumatori una bevanda “povera” rispetto al vino, ritenuto molto più complesso e “nobile”; oggi, grazie a diversi fattori la birra ha acquistato una nuova identità, tant’è che nell’alta ristorazione inizia ad essere una costante presenza.

I consumatori oggi ricercano sempre più prodotti che riescono a comunicare i valori del territorio e delle culture locali e si spingono a voler conoscere brand nuovi e indipendenti.

Una notevole forza alla crescita della domanda è dovuta anche al marketing, ovvero al digital marketing.

Molti piccoli e medi birrifici artigianali hanno adottato. L’incipit per andare al di là delle semplici caratteristiche del prodotto, raccontando la storia e le persone che hanno contribuito alla sua creazione, attraverso l’uso del web e dei social network.

Il birrificio non vende solo un buon prodotto ma un’esperienza. I potenziali clienti sono catturati dall’emozione, alla base della scelta della birra perfetta. Alcuni birrifici artigianali hanno addirittura inaugurato uno spazio emozionale all’interno della propria realtà, dove si vive l’esperienza dalla scelta della materia prima, fino alla spillatura e all’assaggio. Una vera e propria avventura dei sensi. L’obiettivo è rendere il consumatore protagonista di un racconto, permettendogli di rielaborare i significati e diventare ambasciatore del marchio sul web.

In Inghilterra c’è stato anche il primo evento, da poco concluso, interamente dedicato al marketing della birra artigianale, il BEER MARKETING AWARDS, in cui gli italiani si sono distinti per originalità comunicativa e packaging.

La qualità e la quantità dell’offerta unite alla consapevolezza dei consumatori che attraverso il web hanno iniziato a conoscere ed ad emozionarsi per i micro birrifici e la loro realtà, hanno permesso a questo bene artigianale di spopolare rispetto alle realtà industriali.

Romina Sodano