Emettevano fatture false sull’acquisto del materiale edile, necessario per effettuare i lavori. Questa mattina sono finite ai domiciliari sette persone: Pasquale e Mariano Ferrara, Umberto e Vincenzo Ianniello, Vincenzo Boccanfuso e Achille Prospero. Su richiesta del pool Criminalità economica della Procura, la guardia di finanza ha poi avviato il sequestro preventivo di 443 mila euro. Ad avviare le indagini, ora condotte dai pm Valter Brunetti e Mariasofia Cozza con il procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli, era stato il pm Henry John Woodcock.

Secondo l’accusa gli arrestati avevano messo a punto un sistema che gli consentiva di ottenere indebitamente finanziamenti, legati ai lavori di riqualificazione di via Marina e del cosiddetto Asse Costiero, opere in gran parte rimaste incompiute.

Nella ricostruzione dell’accusa, alcune società fornitrici esterne avrebbero emesse fatture ritenute inesistenti per la vendita di materiale edile nei confronti di imprese consorziate che, a loro volta, fatturavano tramite il consorzio al Comune, in qualità di ente appaltante, che poi liquidava alla capogruppo Cesved.

I provvedimenti, emessi dal giudice Anna Laura Alfano, sono riferiti alle indagini che hanno ipotizzato una frode fiscale da realizzare attraverso false fatturazioni che avrebbero visto interessate società destinatarie dei fondi, circa 20 milioni di euro, e quelle che hanno contribuito alla realizzazione del tratto stradale, compresi pista ciclabile, marciapiedi, illuminazione, verde.