Sono trascorsi molti anni ma lo ricordo come fosse ieri: l’ansia e la trepidazione dell’attesa per l’arrivo della vecchina che doveva venire presso il nostro lettino a premiarci o a punirci. Ce la presentavano come una fata benefica, dispensatrice di dolci o giocattoli, o come una vecchia brontolona e arcigna apportatrice di carbone, a seconda di come ci eravamo comportati. Il mese che precedeva l’attesa eravamo oggetto di ricatto continuo da parte dei genitori, soprattutto delle mamme che ne approfittavano per tenerci buoni, minacciando lettere alla Befana per esortarla a dimenticarsi di noi.

Negli ultimi giorni invece, passavamo mentalmente a setaccio la nostra condotta per stabilire meriti e demeriti e di conseguenza la bellezza o l’orrore che ne sarebbero conseguiti.

In molte case, compresa la mia, la sera del 5 Gennaio, c’era l’abitudine di preparare una merenda per l’anziana signora e deporla bene in vista. L’assenza del cibo, al mattino, rivelava il suo passaggio. Da li, partiva la ricerca dei doni che erano stati nascosti in più punti della casa.

Ma la Befana, chi è? La Befana è un personaggio della tradizione popolare che vola a cavallo di una scopa nella notte tra il 5 e il 6 Gennaio e distribuisce doni ai bambini buoni e carbone a quelli cattivi. Secondo tradizione, la Befana ha il naso adunco e il mento aguzzo, indossa un fazzoletto sulla testa e i suoi abiti sono strappati e sporchi di fuliggine perché per entrare nelle case si cala giù dal camino, che simbolicamente raffigura un punto di comunicazione tra la terra e il cielo. I bambini si preparano all’arrivo della Befana appendendo delle calze al camino e iniziando a fare i “buoni” perché sanno che, in caso contrario, la Befana lascerà loro soltanto del carbone. Molti bambini credono che la Befana sia la moglie di Babbo Natale e che abiti al Polo Sud, mentre il marito vive al Polo Nord, e poiché non sempre Babbo Natale riesce ad soddisfare i desideri dei bambini, a questo cerca di rimediare la Befana.

Secondo la tradizione

Originariamente la Befana era simbolo dell’anno appena passato, un anno ormai vecchio proprio come lo è la Befana stessa. I doni che la vecchietta portava, erano dei simboli di buon auspicio per l’anno che sarebbe iniziato.

Nella tradizione cristiana, la storia della Befana è strettamente legata a quella dei Re Magi. La leggenda narra che in una freddissima notte d’inverno Baldassarre, Gaspare e Melchiorre, nel lungo viaggio per arrivare a Betlemme da Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchietta che indicò loro il cammino. I Re Magi, allora, invitarono la donna ad unirsi a loro, ma, nonostante le insistenze la vecchina rifiutò. Una volta che i Re Magi se ne furono andati, essa si pentì di non averli seguiti e allora preparò un sacco pieno di dolci e si mise a cercarli, ma senza successo. La vecchietta, quindi, iniziò a bussare ad ogni porta, regalando ad ogni bambino che incontrava dei dolcetti, nella speranza che uno di loro fosse proprio Gesù Bambino.

“Oggi la festa della Befana si sovrappone alla celebrazione cristiana dell’Epifania, entrambe in calendario il 6 gennaio. Lo stesso termine Befana deriva dalla parola Epifania, che in greco significa “rivelazione”, “apparizione della divinità”

L’Epifania (nome completo: Epifania del Signore) è una festa cristiana celebrata dodici giorni dopo il Natale, ossia il 6 gennaio per le Chiese occidentali e per quelle orientali che seguono il calendario gregoriano, e il 19 gennaio per le Chiese orientali che seguono il calendario giuliano. Nella Chiesa cattolica, ortodossa e anglicana è una delle massime solennità celebrate, assieme, per esempio, alla Pasqua, al Natale e alla Pentecoste.

La Befana nel mondo

Spagna

La mattina del 6 gennaio, tutti i bambini spagnoli si svegliano all’alba non per vedere cosa ha portato loro la mitica vecchietta, ma per scoprire quali regali hanno ricevuto dai Re Magi.

Secondo la tradizione, la sera del 5 gennaio, i bambini si preparano ad accogliere l’arrivo dei Re Magi posizionando davanti alla porta d’ingresso un gran bicchiere d’acqua per i cammelli assetati e qualcosa da mangiare.

Nel giorno dell’Epifania, in molte città della Spagna si tiene il corteo dei Re Magi, dove i tre Re sfilano per le vie cittadine a bordo di carri magnificamente  decorati per portare doni ai bambini che sono stati buoni durante l’anno.

La tradizione spagnola è stata ereditata in molti paesi dell’America centrale, come in Messico, nell’isola di Cuba e anche nell’America del Sud.

Francia

Non essendo l’Epifania un giorno festivo, in Francia questa festa viene celebrata la domenica prima o dopo il 6 gennaio.

Per questa ricorrenza si usa preparare un dolce all’interno del quale viene inserito come portafortuna una fève, fava in italiano: chi la troverà sarà eletto re o regina per un giorno.

Nel nord della Francia, dal XIV secolo, si mangia per quest’occasione la galette des rois: è consuetudine tagliarla in tante fette quanti sono gli invitati, più uno. Quest’ultima parte viene chiamata “la parte del Buon Dio” o “la parte del povero”, ed era la parte tradizionalmente destinata al primo povero che si presentava alla porta.

Russia

Secondo il calendario ortodosso, in Russia il 6 gennaio è il giorno in cui si celebra il Natale. Secondo la tradizione, i regali vengono portati dal Padre Gelo accompagnato da Babushka, una simpatica vecchietta che lo aiuta nella distribuzione dei doni.

Germania

Solo in 3 stati federali della Germania, il 6 gennaio viene commemorato come il giorno della venuta dei Re Magi. Per questa ricorrenza, preti e chierichetti bussano di porta in porta per raccogliere delle offerte e intonano come ringraziamento di fronte a questi gesti di generosità qualche canzone a tema religioso.

E per finire, Buona Epifania Italiana con una combinazione fortunata e un regalo in più.

Il 6 Gennaio, festa dell’epifania, coincide infatti con l’appuntamento #DomenicalMuseo, l’applicazione della norma del decreto Franceschini, in vigore dal primo luglio 2014, che stabilisce l’apertura gratuita ogni prima domenica del mese, a monumenti, musei, gallerie, scavi archeologici, parchi e giardini monumentali dello Stato.

Tra i siti partenopei di grandissimo fascino e suggestione che apriranno le proprie porte gratuitamente, ci sono: il Museo di San Martino, il Museo Archeologico Nazionale, il Museo di Capodimonte, Castel Sant’Elmo,   Palazzo Reale di Napoli,   il Museo del Novecento, il Museo della Ceramica Duca di Martina, Villa Pignatelli, Crypta Neapolitanas, Parco e Tomba di Virgilio, Siti archeologici di Pompei, Ercolano, Scavi di Oplontis, Anfiteatro Flavio, Reggia di Carditello, Tempio di Serapide, Reggia di Caserta e molti altri.

Non ci resta che scegliere, fra profumi e balocchi, sacro e profano, cultura, storia, ricchi premi e cotillons… Buona Befana a tutti.

Lucia Montanaro