In una degna cornice quale il MANN, venerdì 10 Maggio, è stata presentata l’ultima creazione di Mario Iaione: Armato.

La scultura fa parte di “ Character ” un ciclo di venti opere il cui titolo ben esprime la forza plastica e la personalità del suo autore. Presenti all’inagurazione la prof. Loredana Troise, docente all’Accademia di Belle Arti – giornalista della rivista Espresso Napoletano e la prof. – sociologa Maria Romano, relatrici e curatrici del raffinato catalogo pubblicato da Rogiosi editore; tra i relatori anche lo psichiatra dott. Paolino Cantalupo .

In sala erano presenti tanti altri artisti ormai noti non solo nel panorama artisico partenopeo: Andrea Bove, Carlo Cordua, Ferdinando Russo, Salvatore Vitagliano.

Mario Iaione , artista con alle spalle un consolidato e apprezzato iter formativo , ancora una volta conferma una sua congeniale predisposizione ad avvalersi dell‘argilla come medium espressivo delle sue creazioni.

Armato è una scultura in terracotta che ben evidenzia la perizia tecnica e il virtuosismo nell’uso del materiale compositivo che lo scultore con grande abilità riesce non solo a modellare, ma anche ad adattare alle proprie idee. Pensieri, ricordi, emozioni vissute ritornano nella sua mente e prendono forma nelle sue mani. Tempi lunghi quelli richiesti dalla tecnica della terracotta, tempi necessari e altrettanto cadenzati quelli di Iaione per meditare e scaglionare il proprio animo , per arrivare a sanare e saldare antiche ferite, lacerate spaccature.

Opere polisemiche quelle di Mario Iaione, opere che partono da un vissuto personale per farsi paradigma di esperienze universali; opere senza tempo ma in cui ognuno può ritrovarsi nel perenne scorrere della vita , in cui la fluida argilla solidificandosi ferma l’attimo e l’emozione del momento, frammento di un cammino esistenziale.

Una produzione artistica quella di Iaione che, pur nelle originali sperimentazioni creative, guarda anche al passato e alle ancestrali suggestioni del folclore antico : dalle arcaiche Kouroi greche in terracottta alla maschera di Pulcinella, emblema quest’ultima in cui l’artista esprime il profondo contenuto che si cela dietro la maschera appartenente alla tradizione napoletana.

Rappresentazioni suggestive, ricche di mistero, ambigue : talvolte inquietanti tagli, segni indelebili nell’argilla, fedenti impressi nel cuore; altre volte rassicuranti linee perfettamente simmetriche , un’apparente dictomia risolta in un’armonica corrispondenza di forme

Character è inoltre un’originale esperimento artistico, il frutto di un connubio fra elemento linguistico ed elemento figurativo, la possibilità di un dialogo/ dialettica tra scrittura e scultura.

Le venti opere che fanno parte dell’ultimo ciclo dell’artista, sono infatti nate da un processo atipico, inverso, della creazione artistica: prima la parola poi la concretizzazione visiva di essa – prima il titolo dell’opera poi l’opera in se .Ciò è stato possibile grazie allo sodalizio tra l Mario Iaione e l’amica Maria Romano , esperta in semiotica, che partendo dall’intrinseca sonorità della parola, oltre che dal suo contenuto concettuale, ha contribuito a rendere ancora più suggestive le realizzazioni dell’artista , caricandole di molteplici possibilità interpretative.

Chiunque si avvicinerà alle opere di Iaione sicuramente potrà cogliere qualcosa del proprio vissuto emozionale, emanato dal fascino dei suono della parola, del segno e della forma, una sinfonia di simboli iconici che favoriscono la ” poetica della rimembranza” tanto cara alla sensibilità dell’artista.

Annamaria Pucino