Con la parete di una fabbrica trasformata in affresco, a Napoli si rievoca il pensiero di Adriano Olivetti a sessant’anni dalla sua morte.

A firmare l’opera è Alessandro Ciambrone, mente creativa del progetto artistico che nasce da un’idea condivisa con Marco Monsurrò, amministratore delegato di Coelmo spa e mecenate di quest’iniziativa. Architetto, ricercatore, writer di Castel Volturno e titolare del brand MIACE, il “Museo Internazionale di Arte Contemporanea Euromediterraneo“, Ciambrone da cinque anni pratica anche l’arte della pittura. Con la sua vena creativa, ha fatto entrare la bellezza e il colore in luoghi segnati dal dolore, gli ospedali. Ora, dalla collaborazione con la Coelmo, che dal 1947, ad Acerra, progetta e produce gruppi elettrogeni industriali e marini, mira a portarla nelle fabbriche, adottando la visione dell’ingegner Olivetti, che cercò di rinnovare la propria azienda, partendo dal desiderio di dare una risposta ai bisogni materiali e spirituali di chi lo viveva. Anche facendo dell’arte una parte del processo aziendale, arrivò a creare benessere per la comunità dei lavoratori e per la realtà cittadina circostante.

E’ un percorso di crescita che sembra ispirare anche Brunello Cucinelli, lo stilista e imprenditore del cashemere che, di recente, ha promosso il bonus cultura per i dipendenti. “Perché, come dice lui, non può esserci sviluppo economico senza cultura“, sottolinea Ciambrone. “Abbiamo completato la realizzazione del terzo stabilimento produttivo a maggio di quest’anno, durante le settimane difficili del lockdown“, spiega l’ad di Coelmo, chiarendo: “Ci siamo donati del bello e dell’ottimismo, scegliendo un’opera di Ciambrone, anche in un luogo tipicamente votato al razionale e al grigio, perché il bello crea le condizioni per migliorare la qualità del lavoro e, auspicabilmente, i risultati aziendali“. La collaborazione continuerà con la realizzazione di un altro murale nella sala mensa. Intanto, la prima opera si sviluppa su 50 metri di un muro del nuovo terzo stabilimento produttivo della Coelmo. E’ ispirata alle città dei 12 paesi con cui la fabbrica di Acerra ha le principali relazioni commerciali: Sydney, Shanghai, New York, Rio de Janeiro, Londra, Parigi, Napoli, Istanbul, Cairo, Riyadh, Dubai, Mosca. I simboli di ciascuna di esse spiccano sul bianco della parete su cui è stato realizzato “A World of Opportunities“, che da oggi si candida a fare dei murales di Ciambrone un vero e proprio marchio di fabbrica.

I suoi dipinti sono già dei must inconfondibili per coloro che sono costretti a passare per le corsie degli ospedali, moderni fruitori di un’arte che vuole alleviare le sofferenze rispondendo al bisogno di vita che la bellezza della linea e del colore sanno sprigionare. Per queste ragioni, dei 300 quadri realizzati da Ciambrone, più della metà sono visibili in luoghi votati alla cura e alla ricerca, a cui l’artista li ha donati in beneficenza, dopo averli realizzati su commissione o, talvolta, per iniziativa spontanea. Si spiega, così, come mai alcune delle sue opere d’arte siano all’Istituto dei tumori di Napoli, alla Fondazione Santobono, al Centro La Tenda, all’Associazione italiana per la ricerca sul cancro e a quella sulla Sclerosi Multipla. Anche il Dipartimento dell’Università Parthenope, dove ha vinto un concorso nazionale, si fregia della sua arte.

Le fabbriche sono l’ultima frontiera della pittura di Alessandro Ciambrone, che ha un sogno: donare vita a ogni luogo, trasformandolo in un museo a cielo aperto.