Il 2019 si preannuncia un anno importante per il museo/pinacoteca di Capodimonte, in linea con il successo delle mostre del biennio precedente. A partire dal mese di aprile con la durata tre mesi si aprirà una mostra sulla nuova percezione di Caravaggio che si è sviluppata nel corso di questi ultimi 15 anni dall’ultima esibizione sul pittore avvenuta nel 2004, ma l’iniziativa vuole essere anche una ricerca dettagliata  sulla sua influenza sui pittori napoletani. Lo scopo della mostra è quello  di approfondire  i 18 mesi permanenza di Caravaggio a Napoli e il suo effetto sulla scuola napoletana. Lo studio includerà così  anche un percorso caravaggesco attraverso la città: i luoghi dove è vissuto e che ha frequentato, quello del suo studio, e la sua vita da rifugiato in un paese nuovo con leggi diverse.

A Caravaggio farà seguito un’altra mostra che aprirà il 15 giugno: “C’era una volta Napoli: storia di una grande bellezza” che celebrerà il legame tra arte e musica, con i personaggi dell’opera del secolo d’oro napoletano. I visitatori saranno immersi nella musica con delle cuffie ammirando i lavori esposti al museo.  A far seguito ci saranno Altre due mostre, una su Luca Giordano e la seconda su Gemito. Al momento continua quella sulle opere dai “Depositi di Capodimonte”, che si chiuderà 15 maggio, che in soli dieci giorni ha già registrato più di 4000 visitatori.

 Il Mann anche prevede un 2019 pieno di eventi. Il 30 maggio si apriranno le collezioni di Preistoria e Protostoria  e di quella della Magna Grecia e la mostra de “Gli Etruschi al Mann”, fino al 4 novembre.  Farà seguito “Canova e l’antico”, una nuova collaborazione di Mann e Ermitage, che presterà sei opere dello geniale scultore italiano.

“Gli Assiri all’ombra del Vesuvio”, la prima mostra su Ninive del Mann, aprirà dal 6 giugno  fino al 10 settembre. La mostra ripropone quindici calchi in gesso di rilievi neoassiri dal IX al VII secolo avanti Cristo, parte delle collezioni permanenti del Museo Archeologico di Napoli, ma che non sono esposti da molti anni. Gli originali sono al British Museum e provengono dai siti di Ninive e Nimrud, distrutti dagli attacchi dell’ISIS. Il tutto sarà fatto con l’uso della “realtà aumentata”, cioè un arricchimento della percezione sensoriale,  grazie, tra le altre cose, alla tecnica del “video-mapping”  attraverso l’uso di fasci di luce orientata per ricreare un’intensa suggestione,  touch-screen e diffusori di odori e fragranze e oggetti realizzati con la stampa in 3D, rendendo l’esperienza il più vicino possibile alla realtà.

L’anno si concluderà con  “Thalassa. Il mare, il mito, la storia, l’archeologia”, dal 25 settembre, progetto ideato unitamente ai Campi Flegrei e la Sicilia. Anche in questo caso sono previsti percorsi con con installazioni multimediali e realtà “aumentata”.

 Palazzo Zevallos di Stigliano fino al 7 aprile ospiterà “Rubens, Van Dyck, Ribera, la collezione di un principe“. Al Castel dell’Ovo proseguirà fino al 24 marzo, I De Filippo. Il mestiere in scena” e al Pan di via dei Mille Escher continuerà fino al 22 aprile.