Napoliflash24 aderisce alla raccolta firme che Roberto Saviano ha lanciato dal sito de ‘La Repubblica’. Cogliendo l’invito del sindaco, Luigi De Magistris, invitiamo tutti a dare il proprio modesto contributo.

Fermate il massacro del popolo curdo” è l’appello lanciato, in forma di raccolta firme, da Roberto Saviano su ‘La Repubblica’. A sottoscriverlo sono già stati in diecimila tra intellettuali italiani ed internazionali. Tra questi, spicca la creatrice de “L’amica geniale”, Elena Ferrante, e lo scrittore indiano che trent’anni fa fu colpito da fatwa, la condanna a morte islamica, Salman Rushdie. Lo scrittore de “I versetti satanici“, venuto a Napoli a giugno per il festival internazionale de “Le Conversazioni“, disse: “la casa è il luogo di cui ho le chiavi, quasi tutti noi abbiamo cambiato il luogo in cui siamo nati“. I curdi, sopravvissuti ad almeno un genocidio e forti al punto da costituirsi nazione e non-Stato, vivono da sempre la condizione esistenziale di chi cerca riparo in uno spazio che pensa sia vitale ma, essendo circondato da Stati l’un contro l’altro armati, ne subisce le storie. E cambia casa entro confini fatti di monti e natura più che da accordi diplomatici.

Antonio Amoretti, Anpi, col sindaco

Riportiamo la dichiarazione del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, da qualche anno membro onorario dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, schieratasi per la soluzione diplomatica del nuovo conflitto: “Erdogan sta compiendo una vera e propria operazione di genocidio nel Nord della Siria e si accinge ad attaccare Kobane città esempio di democrazia ed autodeterminazione grazie alle donne e agli uomini curdi. Quelle terre sono state liberate dall’Isis grazie alle partigiane e ai partigiani curdi. Il Governo italiano interrompa immediatamente le relazioni politiche, diplomatiche e commerciali con Erdogan. Facendo la Turchia parte della NATO anche i governi occidentali con la loro imperdonabile inerzia rischiano di avere le mani sporche di sangue. L’Europa se esiste ancora batta un colpo vero, non faccia finta di agire per non agire. Ora!!!”

Perché la causa curda ci riguarda?

Le motivazioni addotte da Roberto Saviano, trovano riscontro in alcuni studi pubblicati sul sito dell’Istituto Superiore di Politica Internazionale (Ispi). In breve, si può rispondere, dicendo quanto segue.

Innanzitutto, perché l’Occidente gli vende le armi. L’ultima a farlo è stata l’America del presidente Donald Trump, che all’indomani dell’abbandono dell’alleato con cui ha bloccato l’avanzata dell’Isis in Siria, ha autorizzato la vendita di missili Patriot alla Turchia, nella speranza che rafforzarla equivalga a ridimensionare l’Arabia Saudita, un alleato da tenersi amico soprattutto per preservare l’equilibrio in Medio Oriente, ma senza consentirgli di rafforzarsi troppo.

Poi, ricorda Saviano, perché i curdi sono stati gli unici a fermare l’avanzata dell’Isis in Siria. Di fatto, avrebbero aiutato molto a bloccare il terrorismo islamista combattendo a terra e controllando terre fatte di monti, luoghi impervi e risorse naturali. Per l’Ispi, il ritiro di almeno duemila soldati americani presenti nel nord del Paese fa sì che siano Turchia e Russia ad avere la responsabilità ultima dell’evoluzione della crisi siriana. Il momento attuale è propizio perché l’Iran, storico avversario degli Stati Uniti e non solo, è già fuori dai giochi, perché indebolito dalle sanzioni derivanti dai suoi tentativi di attuare la deterrenza attraverso la proliferazione di armi chimiche e nucleari. La crisi siriana a quasi vent’anni dall’inizio del conflitto armato è diventata una guerra civile, strumentalizzata dalle potenze militari per controllare le risorse naturali e le fazioni politiche e terroristiche. Una volta che gli americani si sono disimpegnati dal conflitto armato, i siriani sostenuti dai russi hanno come unico nemico i turchi. L’attacco di questi ultimi ha spinto il regime di Damasco a rafforzare la presenza del suo esercito nel Rojava, per impedirne possibili annessioni. Il che implica che l’esercito siriano sta combattendo al fianco dei curdi contro i suoi stessi cittadini che li osteggiano e così facendo danno manforte ai turchi, quindi sono da considerare alla stregua dei mercenari.

Infine, Saviano ci ricorda che l’Europa da soldi alla Turchia per controllare il flusso di migranti. Nei prossimi mesi, è prevista la terza tranche di denaro, come da accordi siglati con la benedizione tedesca nel 2016 tra Unione Europea e Turchia. A oggi, si è deciso di bloccare la vendita di armi ai turchi, ma nulla si è detto sull’opportunità di bloccare i fondi europei per la gestione dei profughi sul territorio turco. Nonostante, da luglio di quest’anno, le organizzazioni umanitarie attive ad Ankara abbiano denunciato un inasprimento della gestione delle politiche verso i rifugiati, siriani e curdi in primis. L’appoggio del partito curdo alle forze che hanno partecipato all’ultima competizione elettorale del giugno 2019, vinte dal candidato anti-Erdogan, non ha rasserenato gli animi. Indebolendone la leadership, ha minando il tentativo di accentramento di potere attuato dal presidente dopo il tentativo di golpe militare dell’estate del 2016.

Intanto, in Puglia e in Sicilia si sono registrati i primi sbarchi di migranti. La stampa parla di iraniani e irachieni che dichiarano di essere di etnia curda. “Niente di nuovo sul fronte occidentale”.

Segnalazioni utili:

https://www.repubblica.it/esteri/2019/10/18/news/appello_massacro_popolo_curdo-238828112/

https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/siria-accordo-assad-curdi-ecco-cosa-cambia-24166

https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/turchia-rischio-sanzioni-su-uneconomia-bilico-24011

https://www.ilfoglio.it/piccola-posta/2019/10/19/news/schiacciare-il-pkk-281540/