In scena da venerdì 20 aprile al Sannazaro,L’amore per le cose assenti”. “Un’autopsia dei sentimenti” scritta da Luciano Melchionna, è uno spaccato della vita di coppia contemporanea, ma è più simile ad una vivisezione che ad  un’autopsia. I due protagonisti sono vivi e vegeti mentre si lacerano e si fanno a pezzi in nome dell’amore o di quello che loro credano sia amore; e così per liberarsi di sensi di colpa, si sfagiolano a vicenda le loro verità. Perché ci hanno insegnato che dire la verità basta e poi come per miracolo, tutto si sistema veniamo perdonati e forse anche premiati per averla detta. Nella realtà, a differenza di Giulia e Matteo che si raccontano le loro feroci e totali  verità le nostre sono a metà, quelle che raccontiamo e soprattutto ci raccontiamo. Così, vivendo nel mondo della grande bellezza, inseguiamo emozioni e le chiamiamo sentimenti e quando queste inevitabilmente evaporano diventiamo claustrofobici perché non liberi di seguire altre emozioni. Siamo drogati dell’adrenalina causata dai rituali di caccia, ma una volta presa, la preda è oramai morta e priva d’interesse, ma siamo anche vincolati dalla paura della solitudine che governa le nostre scelte.

Il finale è a sorpresa, o forse no, forse non c’è un vero e proprio finale. In questo la bravura di Melchionna che, estremizzando il confronto tra i due coniugi fa venire al pettine quello che è il modus vivendi della coppia nella nostra società. Giandomenico Cupaiuolo e Valeria Panepinto sono i protagonisti di questo surreale ‘melodramma’ in cui  a dispetto di tutto dimostrano di essere in perfetta sintonia l’uno con l’altra. Piero Angela ha detto che l’Italia è un paese morto perché non ci sono più ne punizioni ne premi, non ci sono più vere e proprie conseguenze alle scelte, perché tutto è  diventato accettabile, e questo è proprio quello di cui Giulia accusa Matteo di essere morto.  Forse è in questo che giace il motivo della sua sete spasmodica di forti emozioni: è una confusa e maldestra ricerca di vita, per un uomo che non sapendo e non avendo mai saputo quello che vuole, allora sceglie il tutto. Her, il coro della tragedia greca, è la narratrice e la testimone super partes, che tesse insieme i fili conduttori di questa realistica ed al tempo stesso surreale  lettura della società contemporanea. 

È il giorno del quarantesimo compleanno di Giulia che riceve in regalo da Matteo, il suo secondo marito, la libertà: lui ha organizzato per lei una bellissima festa di compleanno… ma non ha invitato nessuno. Vuole restare solo con la moglie, occhi negli occhi, per dirle addio. Giulia e Matteo finalmente parlano, dunque, in un confronto vero e sincero non più mediato dai sensi di colpa, sterminati ormai dalla voglia di verità che li anima. E che ci coinvolge, facendoci immedesimare ora nell’uno ora nell’altra, mentre si chiedono che fine abbia fatto la magia del primo incontro, e dove si annidi il preciso momento in cui le convenzioni sociali hanno preso il posto dei sentimenti. Liberi dal peso delle parole mai dette, i due protagonisti approderanno ad una risoluzione spiazzante, per loro. Luciano Melchionna, il creatore di Dignità Autonome di Prostituzione, scrive e dirige quest’originale e opera teatrale: un’indagine sull’amore scandita dalla narrazione di Her, nel ruolo di prologo, epilogo e, forse, di personificazione dell’Amore. Che, forse, esiste.

Simona Caruso

L’amore per le cose assenti

di Luciano Melchionna

con Giandomenico Cupaiuolo e Valeria Panepinto

e con la partecipazione di HER

regia Luciano Melchionna

produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

TEATRO SANNAZARO

Via Chiaia, 157
081 411723 – 081 418824

21 – 22 aprile

sabato ore 21, domenica ore 18

durata 90 minuti