Dapprima è la musica di Marco Vidino, ai cordofoni e alle percussioni, ad accogliere gli spettatori de L’ammore nun’è ammore, creando per il pubblico atmosfere malinconiche e struggenti e avvolgendo così la scena, adorna di mobili affastellati sul fondo, fiori poggiati su una scala/pedana centrale, un tavolino da trucco con specchio e parrucca bianca di lato. Pochi suggestivi istanti che introducono alla singolare “recita dei sentimenti” immaginata e proposta da Lino Musella protagonista di un originale percorso poetico nella forza degli immortali versi di Shakespeare, qui “traditi” in napoletano dall’artista Dario Jacobelli, scomparso prematuramente nel 2013.
“Dario Jacobelli è stato un protagonista della scena culturale della città dalla fine degli anni ’70 – così ne introduce il ricordo Lino Musella – ed è autore di canzoni per 99 Posse, Bisca, Peppe Barra, Daniele Sepe, oltre che di numerose sceneggiature cinematografiche. Era un poeta inusuale, che, negli ultimi anni della sua vita, si è dedicato alla traduzione in lingua napoletana o al “tradimento”, come amava definirlo lui stesso, di 30 Sonetti di Shakespeare”.
Lino Musella, apprezzato attore dell’Hamlet diretto da Andrea Baracco e del Natale in casa Cupiello firmato da Antonio Latella, nonché noto volto della serie tv Gomorra – interpreta il ruolo di un inconsueto Bardo per condurre il pubblico in un delicato viaggio nella parola poetica shakespeariana reinterpretata, però, nel teatralissimo napoletano dei sonetti “traditi e tradotti” da Dario Jacobelli, pubblicati postumi dalla casa editrice partenopea ad est dell’equatore .
“I sonetti – sottolinea Lino Musella – sono, per loro natura, battute senza personaggio e, nella traduzione di Jacobelli, quelli del grande drammaturgo ritrovano teatralità. Il suo napoletano attinge da una parte a una lingua teatrale e letteraria, dall’altra a contaminazioni contemporanee che vanno dallo slang al linguaggio di strada. I Sonetti in napoletano suonano bene. Battono di un proprio cuore. Indossano una maschera che li costringe a sollevarsi dal foglio per prendere il volo, tenendo i piedi per terra”.
Lino Musella alterna così la maestria dei comici dell’arte, il ritmo mai insipido della grande commedia partenopea, le declinazioni barocche della sceneggiata, i registri doppi e multipli della farsa, per comporre il suo nuovo copione di uno spettacolo in cui l’Amore si fa materia attraverso il Teatro.

L’ammore nun’è ammore
30 sonetti di Shakespeare
traditi e tradotti da Dario Jacobelli
con Lino Musella
e Marco Vidino (cordofoni e percussioni)
disegno luci Hossein Taheri
produzione Elledieffe

durata 55’

in scena:
Napoli, Piccolo Bellini: da martedì 17 a sabato 28 ottobre (mar-sab ore 21.15-dom ore 18.30)
Caserta, Teatro Civico 14: solo domenica 29 ottobre (ore 19)