Mi interessa un progetto nazionale, costruire un’alternativa nel Paese che metta al centro l’attuazione della Costituzione, quei valori che si sono persi come la questione morale, la giustizia sociale, l’ambiente, i diritti“, risponde così Luigi De Magistris, ospite di un’emittente radiofonica pubblica, sulle proprie ambizioni politiche: scartata la possibilità di candidarsi alle regionali in Campania, a giugno 2021 scadrà il suo secondo mandato da sindaco di Napoli.

A quanto pare, l’idea dell’ex pm, in ottica nazionale, sarebbe quella di proseguire sulla linea politica napoletana: “l’esperienza di Napoli ha dimostrato che si può andare lontano anche senza costruire partiti. Bisogna mettere in connessione quella parte del Paese che oggi non è rappresentata e che è molto forte. In Italia dove siamo la città più a sinistra del Paese completamente governata da liste civiche e dalla sinistra e dove il Pd e il M5S, così come il centrodestra, sono all’opposizione“. In uno scacchiere ideale, quindi, De Magistris sembra coltivare l’obiettivo di collocarsi in quella sinistra perennemente disgregata che non ama guardare ai moderati del centro. Ancora secondo il primo cittadino “in questi anni abbiamo fatto cose di sinistra e portato Napoli, prima dell’emergenza Covid-19, ai vertici internazionali per cultura e turismo, ci siamo impegnati sui beni comuni e reso i giovani protagonisti. Sono tutte tematiche che la sinistra di governo inserisce solo nella retorica o nelle campagne elettorali mentre Napoli ha dimostrato che dal basso si può costruire un’alternativa che noi vorremmo riproporre a livello nazionale“.

Il progetto nazionale, al quale De Magistris nelle ultime settimane non ha fatto mistero di puntare, spiega in parte anche la rinuncia nella corsa a Palazzo Santa Lucia: il centrosinistra campano è feudo di Vincenzo De Luca, col quale non è mai corso buon sangue. Candidarsi alle prossime regionali, quindi, poteva essere un enorme rischio per De Magistris, che in breve tempo, avrebbe dovuto stringere alleanze difficili per lottare da protagonista contro lo sceriffo salernitano. L’ipotesi, concreta, di una sconfitta, avrebbe segnato sicuramente il futuro politico del sindaco di Napoli.