Al Teatro Avanposto Numero Zero, via Sedile di porto 55 Napoli, Venerdì 15 Febbraio Gianni Lamagna è salito sul palco accompagnato dal talentuoso chitarrista Gianluca Marino, nel concerto live “Del penar d’amore nelle canzoni di Napoli”.  Dove ha riletto, nel suo stile unico, canzoni napoletane composte tra ‘800 e ‘900.

Nelle parole dello stesso Lamagna: «La canzone è un sentimento tra chi la canta e chi la ascolta.» Così ha esordito l’artista napoletano nell’introdurre la serata, “La mamma de Rosa” ha aperto le danze, per così dire, seguita da “A chi vulite bene” e dalla magnifica “D’ ‘o mare e dd’ ‘e rroseche è pervasa da una palpabile tristezza e malinconia.

Na sera ‘e maggio” è stata interpretata con profonda intensità e le corde vocali di Lamagna, come sempre, hanno emanato suoni corposi di vibrante melodia. La canzone composta dallo stesso Lamagna con testi del poeta napoletano Carlo Fedele, “Nella Terra dei Fuochi… Nun se vede maje ‘a Luna”, si è imposta incalzante prorompente, e piena di rabbia.

Ma dopo questo ritorno al presente, la magna si rituffa nel passato con due canzoni di Gilda Mingnonette, l’artista napoletana di fama internazionale degli inizi del 900, che tante canzoni aveva dedicato ai migranti: “Cònnola senza mamma” e “Canzone all’ammore“, entrambi struggenti, e pervase da un senso di perdita e di profonda malinconia.

La scaletta, ha toccato anche artisti del calibro di Fausto Cigliano e Roberto Murolo, per  poi passare alla magnifica esecuzione acustica del virtuoso della chitarra, Gianluca Marino di “Je te voglio bene assaje” e “Torna a Surriento”. Il sonetto 136 del Bardo tradotto in dialetto napoletano dallo stesso Lamagna, ha continuato la performance con sofisticata delicatezza.

Anche Totó, con i suoi versi in musica non è stato risparmiato da questa carrellata che copre più di due secoli di musica napoletana.  Con l’intensa e malinconica “Balcune e logge”, l’artista napoletano ha voluto rendere omaggio al principe della risata, di cui ricorreva l’anniversario della nascita.

Il concerto si è concluso con “Silenzio cantatore” e  “Uocchie c’arraggiunate”, che hanno accompagnato al finale del concerto il pubblico, in un viaggio musicale tra canzoni antiche e moderne. Nelle battute finali il cantautore napoletano ha recitato i versi “Se po sunà pa gente che vó sentì” che richiamando quanto detto in apertura di serata, ribadisce l’idea che la musica è un linguaggio capito solo da quelli che veramente ascoltano.  “Del penar d’amore nelle canzoni di Napoli” è stata un’esperienza unica ed originale, che ha creato un’atmosfera di vera e propria connessione ed intimità emotiva tra gli artisti ed il pubblico.

TEATRO AVANPOSTO NUMERO ZERO

Via Sedile di Porto, 55 (Via Mezzocannone, C.so Umberto) – 80134 Napoli

Via Sedile di Porto 55