Inviamo simbolicamente gli abbracci sospesi dei nostri lettori alla città italiana più colpita dal coronavirus

In piena quarantena, Napoliflash24 lanciò l’iniziativa: “L’abbraccio sospeso: la prima persona che abbraccerò quando la fine della pandemia me lo permetterà!”.

Abbiamo voluto dar spazio a quella che si è rivelata la sofferenza più grande: la distanza fisica e quindi l’assenza di abbracci, quelli che usiamo per dire “ti voglio bene”, “ti amo”, “ti capisco”, “ti sono vicino”, “conta su di me”…

L’idea, semplice e genuina, ha ricevuti numerosissimi consensi, perché “sprigiona l’energia della speranza!”, come ha scritto qualcuno nei commenti.

Sulla nostra pagina Facebook è stata data notizia dell’iniziativa, chiedendo di scrivere la risposta con l’hashtag #labbracciosospeso. Si tratta di un evidente riferimento al caffè sospeso, nato a Napoli e famoso in tutto il mondo: il cliente di un bar paga un caffè in più e qualcuno, dopo, non potendosi permettere nemmeno un caffè, godrà del gesto buono di uno sconosciuto.

Tra i tanti abbracci sospesi, che oggi dedichiamo alla città di Bergamo, come scritto nel titolo, c’è chi dice di riservare il primo ai genitori, soprattutto se anziani:

Piera: Come tanti anche io desidero dedicare #labbracciosospeso alla mia mamma. Probabilmente sono proprio i nostri anziani i più penalizzati dall’isolamento e, quando tutto sarà finito, meriteranno grandi scorpacciate di coccole.

Angela: #labbracciosospeso a mia madre, letteralmente isolata da tutti per proteggerla.

Giovanna: #labbracciosospeso per la mia mamma, senza quella mascherina che le serve per respirare da 6 anni circa.

Francesca: #labbracciosospeso in primis alla mia adorata mamma, a seguire alla mia splendida nonna e a tutti i miei cari che mi circondano d’affetto e mi amano. L’abbraccio, quello vero e intenso, da strapparti lacrime di gioia e sorrisi al cuore.

In questo periodo si è dovuto fare i conti con la morte e anche con l’impossibilità di condividere il dolore di chi ha subito la triste perdita di cari. È così che, tra gli abbracci gioiosi, c’è il pensiero anche a quelli di solidarietà.

Roberta: A mamma e papà le mie braccia intorno al collo, a tutti coloro che hanno perso i loro cari tra dolore, silenzio e irrealtà #labbracciosospeso.

Maria: #labbracciosospeso sarà per una cara amica che in questo momento piange per la perdita di una zia/mamma a causa di questo maledetto virus! 

Ma poi, cuore di mamma e di papà, si pensa ai figli:

Lucia: #labbracciosospeso è per mia figlia che lavora a Londra, colpita da COVID 19 e che per la prima volta non ha la sua mamma vicino… e poi per mio figlio che vive a Milano e, pur avendo residenza a Napoli, per proteggerci non è venuto.

Maria: #labbracciosospeso è per i miei tre figli, Fiorella, Maria Grazia e Francesco, per gli adorati nipoti Marcello e Nino e ancora per Sandro e Francesca. Le braccia di una mamma sanno essere molto grandi e avvolgenti!

E in tantissimi hanno pensato a coloro che sono in prima linea e rischiano sulla propria pelle:

Giovanna: #labbracciosospeso è per le mie figlie lontane e per quei medici che più di tutti meritano l’abbraccio.

Simona: #labbracciosospeso è per i miei nipoti! Tutte e 4 in un solo abbraccio! E poi… In verità vorrei abbracciare anche solo uno dei tanti “eroi” che sono negli ospedali di Napoli. Abbracciarlo stretto e dirgli che è finalmente finita la guerra e che comunque, in qualunque modo sia andata, hanno fatto tutto quello che potevano, e anche di più! Tante persone abbiamo dovuto perdere, tante persone sono riusciti a salvare. La guerra del male contro il bene. Una guerra da cui rinascere, rinascere dalle nostre ceneri…

Carla: #labbracciosospeso va ai farmacisti, medici, infermieri e a tutti coloro che hanno rischiato molto più di me ogni giorno di questo periodo infernale.

Alfredo: #labbracciosospeso va senza dubbio a tutti gli ammalati, con l’augurio di una pronta guarigione, e poi a tutto lo staff medico e paramedico.

Gli abbracci sospesi sono anche quelli di “in bocca al lupo!”:

Dany: #labbracciosospeso è per il Signor Peter, un amico anziano che sta combattendo contro questo mostro invisibile, con la famiglia lontana… 

Beatriz: #labbracciosospeso va a tutte le ragazze e ragazzi di strada di Città del Guatemala. A loro che una casa non ce l’hanno, che un’assistenza gratuita sanitaria non ce l’hanno, vanno oggi i miei pensieri e spero presto presto i miei abbracci.

La verità è che siamo talmente a secco di abbracci, che siamo pronti ad abbracciare anche il primo che incontriamo, a caso, senza scegliere!

Federica: Quello che darò o quello che vorrei dare? Perché credo che #labbracciosospeso mio andrà alla prima persona che incontrerò uscendo dal palazzo. Per forza!

Nadia: #labbracciosospeso mio è per la prima persona che incontro per strada!

Pina: #labbracciosospeso sarà per la prima persona conosciuta che incontrerò appena uscirò di casa finalmente senza mascherina e senza guanti!!!

Anna: #labbracciosospeso va alla prima persona che uscendo incontrerò. Che tutto questo c’insegni il valore della vita e ci ricordi l’inutilità della cattiveria. Cosa facile abbracciare chi si ama, più difficile abbracciare chi in qualche modo ci ha feriti e offesi. #labbracciosospeso alla vita!

Queste restrizioni ci hanno dato anche l’occasione per ripensare agli abbracci mai dati:

Vincenzo: #labbracciosospeso va a tutti quelli che non ho mai abbracciato… perché ora ne avrei voglia… ma non posso. Un abbraccio a tutti quelli che torneranno a sorridere liberi come prima!

E poi, c’è chi non vorrebbe abbracciare una persona…

Elena: Vorrei abbracciare un sogno, un sogno mio, e dargli forza, salute, vigore e, con quell’abbraccio profondo e sincero, nella tempesta tenerlo al sicuro, stringendolo a me. Una stretta che possa proteggere dai pensieri bui entrambi noi. Il sogno ed io.

Oggi, invece della tazzulella di caffè, sono gli abbracci che devono restare ancora, giustamente, sospesi, per il bene di tutti!

Luciana Pennino

La foto di copertina ritrae la catena di abbracci intorno alle Mura che i bergamaschi (quasi 12.000 persone, lungo circa 5 chilometri) realizzarono nel 2016 per la candidatura delle Mura a patrimonio dell’Unesco e per entrare nel Guinness World Record.