Il telescopio spaziale Tess (NASA) scopre un sistema planetario con tre pianeti di tipo terrestre che consentirà di studiare le caratteristiche dell’atmosfera.

Questi hanno una massa simile a quella della Terra e orbitano attorno a una piccola stella vicina, L98 – 59, trentacinque anni luce da noi nella costellazione del Pesce Volante.

Giovanni Covone, astrofisico presso il dipartimento di fisica dell’Università Federico II e Luca Cacciapuoti, nello stesso ateneo studente specializzando in Fisica, sono membri del team internazionale Tess (transiting Expola net survey satellite). ”La scoperta è un grande risultato scientifico per la Tess – afferma Giovanni – “ È il frutto di tre mesi di osservazione” – continua.

“Per lo studio delle atmosfere di pianeti simili alla Terra occorre trovare sistemi con orbite di breve periodo, ma questi pianeti sono difficili da rivelare” – ha spiegato poi il suo collega Luca Cacciapuoti -. Tuttavia questa consapevolezza è un incentivo ad elaborare studi futuri in merito, sfide e ricerche affascinanti.

Ci chiediamo quali siano stati i metodi di lavoro utilizzati per arrivare ad un risultato del genere raggiunto dalla Tess:

il metodo dei transiti, diminuzioni periodiche della stella quando un pianeta è davanti ad essa.

Ad oggi nessuno di quei pianeti però si trova in una zona abitabile.

È bene sapere che la Tess si pone un obiettivo, enunciato dal dott. Giovanni Covone: cercare di rispondere alle domande alimentate dal nostro desiderio di capire da dove veniamo e se siamo soli nell’Universo..

Quali invece le prospettive della scoperta?

“ Se c’è più di un pianeta in orbita in un sistema, questi potrebbero interagire gravitazionalmente tra loro – ha affermato Veselin Kostov, membro internazionale (NASA) – Tess osserverà L98 – 59 per un periodo sufficientemente lungo da essere in grado di rivelare pianeti con orbite intorno ai 100 giorni. E se siamo anche un po’ fortunati, potremmo anche vedere gli effetti gravitazionali dei pianeti non scoperti su quelli che attualmente conosciamo”.

Roberta Salvati