Con la pubblicazione dell’album La vita è un’altra, nel 2003,
ebbe inizio un nuovo periodo della carriera di Eduardo de Crescenzo.
Il suo rientro sulla scena discografica, dopo sei anni di assenza, fu celebrato con un concerto al Teatro Palapartenope di Napoli e proseguì con un Tour teatrale in giro per l’Italia.
Nel 2004 il musicista fu testimonial del Columbus Day per le comunità italiane degli USA con un concerto al “Manhattam Center Theatre” di New York.
Nel 2005 prese parte, con Ron e i Matia Bazar, alla kermesse a favore della Associazione Italiana Sclerosi Multipla che si tenne a Como. Nell’estate dello stesso anno partì per un altro Tour e iniziò a lavorare a un nuovo progetto di Solidarietà “Le Mani” che darà in seguito risultati concreti con l’apertura del Help Centerdi fronte alla Stazione Centrale di Napoli.
Nel 2006 partecipò al “Galà di Solidarietà” organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio e pubblicò l’album Le mani.
Per il suo impegno sociale ricevette un premio dall’Ente Provincia e, nello stesso anno, prese parte alla seconda edizione della Notte Bianca della città di Napoli, insieme ad altri grandi cantautori italiani, Dalla, Daniele, De Gregori, Fossati.
Nel periodo tra il 2007 e il 2011 continuò a tenere concerti, sempre nell’ambito dei suoi impegni umanitari.
Nel 2012, ritornò sulle scene con un Tour in cui presentò l’anteprima di Essenze Jazz con un concerto dal vivo in cui rivisitò, in chiave jazz, una parte importante del suo repertorio. A novembre del 2013 (sei anni dopo l’album Le mani) pubblicò Essenze Jazz.
Nel 2013, tenne un concerto al Sistina di Roma, per dare il via alla seconda parte di Essenze Jazz, che ebbe tra le tappe successive il “Ravello Festivale Umbria Jazz 2013.
Attraverso il suo rapporto con il pubblico, come si legge nel sito “rockol“, Eduardo sapeva suscitare una straordinaria magia: considerava ogni concerto un “giorno unico” che non poteva finire la sera stessa “perchè dopo qualcosa di me sarà cambiato“.
Nel suo bagaglio artistico e umano c’erano, come lui stesso ebbe a dire in un’intervista, “il rigore dello studio e dell’esercizio quotidiano che ho imparato dalla musica classica, l’apertura verso gli altri musicisti che ho assorbito dal mondo del Jazz, il calore evocativo di tanti momenti della vita vissuti e condivisi con il pubblico” e il pubblico, da parte sua, ricambia con affetto il calore umano che questo fantastico artista riesce a sprigionare durante i suoi concerti.
Invito pertanto tutti i suoi ammiratori, che desiderano comunicare direttamente con lui, a collegarsi con il suo sito Facebook.
Essenze Jazz è, secondo i critici, il concerto in cui si riassume “un repertorio costruito nel tempo che, pur toccando vette internazionali di popolarità, non ha mai cavalcato le lusinghe del mercato facile”.

Fernanda Zuppini

Per la prima parte clicca qui: La storia di Eduardo de Crescenzo parte I