La storia di Vittorio De Sica 5°puntata

… Vittorio nei suoi anni maturi incise il pezzo “Signorinella” di Bovio, duettò con Mina nel brano “Amarsi quando piove” in una trasmissione (Studio uno). Per la collana Recital interpreta canzoni e recita poesie, in questo contesto dedica un album a Michele Galdieri, Ernesto Murolo e Salvatore di Giacomo. Vittorio amava Napoli, e più volte cercò di prendere casa a Posillipo dicendo, definendosi fuori luogo, “nu cafone ‘e fora può amare Napoli più di un napoletano”. Il suo ultimo lavoro discografico risale al 1971, “De Sica anni ’30”, arrangiato dal figlio Manuel, ma la sua più nota interpretazione resta “Munastero ‘e Santa Chiara”. Vittorio lavorò molto anche in TV; sebbene non avesse mai provato questo grande amore per il piccolo schermo, partecipò a trasmissioni di intrattenimento sia qui in Italia, come anche negli Stati Uniti, poi partecipa nel ruolo di giudice, chiamato a processare il piccolo burattino nello sceneggiato “Le avventure di Pinocchio” di Luigi Comencini, e dirige anche due documentari, a sua volta, gli verranno dedicati da personaggi di cultura, diversi documentari onorifici. A questo punto della storia dopo aver citato la sua lunga carriera d’artista, proviamo a descrivere Vittorio uomo, con i suoi pregi, difetti e curiosità.

Vittorio amava giocare, aveva una grande passione per il gioco, non ne ha mai fatto un dramma nonostante le perdite anche sostanziose, e per questo a volte accettava anche ruoli e pellicole non adatte alla sua personalità e gusto. Questa passione non la tenne mai nascosta anzi, con autoironia ed anche per esorcizzarla un pò, la riporta in alcuni suoi personaggi, tra cui “Il conte Max” e “L’oro di Napoli”.

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Vittorio amava l’isola di Ischia dove passava le sue vacanze, e l’unico motivo per cui anche volendo e potendo, non si trasferì sull’isola, era perché non c’era un Casinò. Si sposa con Giuditta Rissone nel 1937, ma già si conoscevano da dieci anni, dopo il matrimonio hanno una figlia, Emilia.

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Nel 1947 Vittorio conosce Maria Mercader attrice catalana sul set del film “Un garibaldino al convento”. I due andranno a convivere, il divorzio però ancora non concesso qui in Italia, verrà concesso in Messico nel 1954.

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Cinque anni più tardi, nel 1959, sposa Maria sempre in Messico, matrimonio non riconosciuto in Italia, quindi Vittorio nel 1968 ottiene la cittadinanza francese e si risposa con Maria a Parigi, durante questi anni avranno due figli, Manuel nel 1949, che diventerà musicista, e Christian nel 1951, che seguirà le orme del padre…

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Appuntamento alla prossima puntata all’interno della rubrica “Tourism & Culture”, nella sezione “La storia di Napoli”, dove troverete altre Storie di personaggi napoletani illustri.

Emanuela Genta