La storia di Totò 7° puntata

….. Totò ama molto lavorare, ma non rinnega il dolce far niente. In tutti gli anni di varietà viaggia con la sua inseparabile valigetta di cartone dove custodisce i suoi risparmi, all’epoca le banconote da cento lire sono grandi, riempie la sua valigia e, a scrittura terminata sparisce. A Rapallo tiene una casetta, Totò si rifugia lì ogni volta che può, dove resta finche’ non gli finiscono i risparmi. Il lavoro piace a Totò e in pochi anni si affianca  alla spumeggiante Isa Bluette e alla grande Angela Ippaviz, esibendosi in nuovi repertori,  che privilegiano lo spettacolo e le coreografie. La critica, tra il 1928 e il 1929 lo definirà un comico grottesco della storia contemporanea e si consacra sulle cronache di testate giornalistiche importanti. Tra il 28″ e il 29″ si esibisce con la compagnia Maresca n° 1 e n° 2,  affiancato dalle soubrette più ammirate del momento. Nella compagnia conosce Mario Castellani, che diventerà la sua spalla in tantissimi sketch famosi ancora oggi. I quegli anni, accade una cosa molto importante per Totò: il padre, il Marchese Giuseppe De Curtis, lo riconosce legalmente come figlio, e Totò, che ci tiene moltissimo alle sue nobili origini, nel corso del tempo, finanzierà lunghissime ricerche araldiche per avere conferma e diritto a quei titoli tanto agognati. Durante i suoi viaggi per lavoro lungo l’Italia, e sempre alla ricerca dei suoi avi nei cimiteri, trova una lapide con un nome a lui familiare ” Antonio De Curtis ” deceduto anni prima, convinto di aver trovato un suo parente, invita la compagnia tutta ad andare con lui al cimitero per portare lumini e fiori, e tanta è la sua commozione, che anche tutto il resto della compagnia influenzata, piange e si commuove davanti alla lapide di quell’illustre e sconosciuto parente. Una decisione presa sul momento di un impresario fa di Totò il successore di Gennaro Di Napoli, animatore della Compagnia Molinari, e nel 1929 mentre Totò si trova a La Spezia con la compagnia Maresca, viene chiamato dal Barone Vincenzo Scala, titolare del botteghino del Teatro Nuovo di Napoli, e lo scrittura come primo attore, dopo la morte di Di Napoli con il compenso di trecento lire, una cifra altissima all’epoca. Totò inizia così a lavorare e recitare con Titina De Filippo, Antonio Schioppa e Lia Thomas. Spesso e volentieri improvvisa, e in una delle tante volte, a fine spettacolo, si arrampica su per il sipario iniziando a fare smorfie e dispetti a chi lo inseguiva per recita, ovviamente non era prevista quell’arrampicata ma il pubblico preso alla sprovvista applaude divertito ed entusiasta……. ( continua )

Emanuela Genta

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