La storia di Totò 2° puntata

….. L’educazione del piccolo Totò si limita a dei sonori ceffoni che la madre gli somministra ogni qualvolta si sente minacciata dalla ribellione del figlio, il padre è poco presente e Anna sente tutto il peso della responsabilità di quel bambino. Totò era ribelle e svogliato a scuola, piuttosto che studiare, si limitava a osservare, a spiare i compagni e i maestri e una volta a casa ne faceva le imitazioni, viene bocciato e retrocesso dalla classe 4° alla classe 3° ma a lui sembra non pesare la cosa e continua con le sue macchiette a far divertire i compagni. Alla fine verrà promosso e termina le elementari, a quel punto i genitori decidono di iscriverlo al collegio Cimino nel palazzo del Principe di Santobuono in via Giovanni a Carbonara per la licenza ginnasiale. Totò non è nato con la maschera che tutti conosciamo e che ha caratterizzato il suo percorso nella vita, all’età di 8 anni era un bimbo bello aveva un ovale perfetto, grandi occhi scuri e le orecchie un po’ a sventola, fu un incidente banalissimo a trasformare il suo viso in quella maschera che tutti abbiamo conosciuto. Un giorno, durante la ricreazione, tira di boxe in modo scherzoso con uno dei precettori, che per scansare un pugno, a sua volta lo colpisce in pieno viso. Il piccolo Totò rimane con la mascella dolorante e il naso che perde sangue. Non sembra un incidente grave ma con il tempo si vedrà il setto nasale deviato e un lato della mascella rientrata rispetto all’altro: non volendo, per un caso fortuito, è nata la maschera di Totò. Lasciava il collegio un giovanissimo Totò di 13 anni e comunica alla famiglia la sua intenzione di diventare attore, grande negazione in famiglia, mamma, zii, nonna e parenti tutti non sono d’accordo, associano questa professione a un vita sregolata fatta solo di miseria, così Totò cambiando idea e genere decide di farsi prete, e forse per la prima volta rende la madre orgogliosa di lui. Ma la prima esibizione da chierichetto fallisce miserabilmente nonostante Totò abbia fatto tante prove, vuoi l’emozione, vuoi i fumi dell’incenso, vuoi il suono dell’organo, si dimentica suo malgrado, le frasi che doveva dire al prete. Viene duramente rimproverato dalla madre che lo accusa di non saper fare neanche il prete…. ( continua )

Emanuela Genta

continua con la prossima puntata

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