La storia di Pupella Maggio 4° ed ultima puntata
…“Poca luce in tanto spazio” nel 1997...In questo libro autobiografico, quasi una storiella, Pupella si racconta, racconta la sua vita, scrive le sue poesie, il suo matrimonio con l’attore Luigi Dell’Isola, non fu un matrimonio felice, ebbero una figlia Maria, con la quale si stabilì negli ultimi anni della sua vita a Roma, trascorrendo lunghi periodi a Todi, sua città di adozione accompagnata sempre da sua figlia. Ad agosto del 1999 aveva, con una partecipazione straordinaria, recitato nel film “Fate come noi”, di un giovanissimo regista, Francesco Apolloni, quella fu la sua ultima apparizione. Pupella Maggio, Giustina, scompare l’8 dicembre del 1999, all’ospedale Sandro Pertini di Roma, per un emorragia celebrale. Pupella è sepolta al cimitero di Prima Porta a Roma. La Presidenza della Repubblica di allora emise un comunicato: “Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha inviato alla famiglia Maggio un messaggio di profondo cordoglio per la scomparsa di Pupella Maggio. Figlia d’arte della straordinaria famiglia Maggio, che ha dato così grande prestigio alla tradizione della commedia napoletana, recitò da protagonista nella compagnia scarpettiana. L’incontro artistico con Eduardo De Filippo segnò il suo clamoroso successo personale come sensibilissima interprete di gran parte dei lavori del maestro. Non è stata solo la più grande attrice napoletana del ‘900 , ma una protagonista della storia teatrale italiana che resta legata anche al suo nome. Con questi sentimenti giunge a tutti i familiari l’espressione del commosso rimpianto degli italiani che tanto l’hanno ammirata e ne conservano il ricordo” (Carlo Azeglio Ciampi 9 dicembre 1999) . A ottantanove anni si spegne così una stella del varietà dal talento drammatico, un attrice di teatro, versatile e carismatica dalle grandi prove artistiche come quelle nelle “Farse” di Pepito, era oramai vecchia ma nonostante ciò non si fermò, e interpretò con magistrale bravura dei ruoli “anomali” in un “Pulcinella”, e una ragazza di diciannove anni, inutile ribadire la perfezione di entrambe le interpretazioni. Di lei ricordano: “Geniale ma perfida, Pupella era attrice moderna antinaturalista, astratta. Nemmeno lei sapeva quanto era brava, una volta durante una prova le dissi: Pupella mi raccomando, mantieni questo tono estraniato, lei mi guardò fisso, stette un attimo zitta, e poi mi disse: Peppino ma mi vuoi dire che è stò straniata ? Pupè, è come reciti tu, le risposi”. Perché lei, senza sapere nulla di Brecht d’istinto metteva in pratica la sua lezione. Ricorda ancora Giuseppe Patroni Griffi: Su misura gli scrissi due testi “In memoria di una signora amica” e “Persone naturali e strafottenti”. Naturale e strafottente, lei era così. “Era come una zia”, dice Luca De Filippo: Pupella è stata un pezzo lunghissimo della mia vita. In un certo senso era quasi una parente, la vidi la prima volta che ero un bambino, lei stava nella compagnia di mio padre, recitava in “Sabato domenica e lunedì”, era straordinaria, asciutta, mai retorica, semplice, sembrava in simbiosi con Eduardo, avevano lo stesso segreto, e entrambi sostenevano le stesse asprezze e ombrosità, con me però fu sempre molto affettuosa, mi voleva bene… Tra pochi giorni cade il quindicesimo anno della sua scomparsa, ma lei, Pupella rivive ogni anno nella Concetta di “Natale in casa Cupiello”, perché qui a Napoli, non viene Natale senza che sia anticipata da Concetta e Lucariello…

All’interno della rubrica “La Storia di Napoli”, troverete tutte le puntate precedenti.

Emanuela Genta

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