La storia di Pupella Maggio 3°puntata

… In tutti gli anni di cinema però, Pupella non lasciò mai Eduardo De Filippo, con cui tornò molte volte e per svariate commedie sotto la sua direzione, non potevano mancare nella carriera dell’attrice di Pupella registi come Giuseppe Patroni Griffi con “Napoli notte e giorno”, e Federico Fellini nel 1973, con “Amarcord”, pellicola che si aggiudicò l’Oscar  per il miglior film straniero, dove Pupella interpreta una commovente madre del protagonista; però in quel film la sua voce fu doppiata dall’attrice Ave Ninchi. Dai commenti e dalle opinioni dei vari artisti e registi che hanno lavorato con Pupella, ne esce un quadro generale abbastanza verosimile di come era caratterialmente nella vita. Tutti conosciamo Pupella per il suo smisurato talento artistico, per i ruoli che ha interpretato, ma solo chi ha lavorato a stretto contatto con lei può dire chi fosse davvero Pupella Maggio: una donna forte, di carattere combattivo, sempre a testa alta nel bene e nel male, grande personalità ma non buona, poco incline a sentimentalismi, asciutta e caustica, anche i fratelli avevano rapporti un po’ difficili con lei che chiamavano ironicamente per quel suo atteggiamento un po’ da diva “a Duse”. L’unica persona con cui Pupella si trovava in perfetto equilibrio era Eduardo De Filippo, tra alti e bassi i due hanno sempre avuto un buon rapporto, si riconoscevano ed è proprio per questo che si sono sempre rispettati a vicenda. Quando a Pupella fu proposto di fare Brecht, lei non sapeva chi fosse, quindi chiese a Eduardo cosa ne pensava, lui con aria solenne gli rispose “Puoi andare”, il maestro aveva detto si, e Pupella accettò. Pupella fece diventare “Pelagia Vlassova” de “La Madre” di Brecht, con quel suo modo di interpretare i personaggi molto personale dove univa il carattere e l’intuito, una grande madre napoletana, e nello stesso tempo universale.

I fratelli Pupella, Beniamino e Rosalia vanno in scena con il testo ” ‘Na sera ….. e Maggio ” nel 1983, ultima volta che i fratelli Maggio recitano assieme. Per questa interpretazione ricevono il Premio della critica italiana per la stagione di prosa 1982/1983 come migliore spettacolo e per l’interpretazione particolarmente singolare. Beniamino scomparve poco dopo per un ictus celebrale mentre si trovava nel camerino del Teatro Biondo di Palermo. Pupella prima di avere un incidente stradale nel 1987 recitò in “Amleto” e “Aspettando Godot”, dopo quell’incidente Pupella decise di fermarsi un po’ per riprendersi del tutto fisicamente. Dopo appena un paio di anni diventa la madre ( da vecchia ) del protagonista del film ” Nuovo cinema Paradiso ” si cimenta anche come scrittrice pubblicando il suo romanzo autobiografico “Poca luce in tanto spazio” nel 1997…

continua con la prossima puntata all’interno della rubrica La Storia di Napoli.

Emanuela Genta