” Songo brutta e nun so bella, chesta so, ‘na cartuscella, ‘na palomba co’ ‘na scella, e me chiammano Pupella “ ….. versi di una delle tante poesie della grande, sola, unica Pupella Maggio. Giustina Maggio, chiamata poi dalla primissima infanzia Pupella, nasce a Napoli il 24 aprile del 1910 nel palazzo del Teatro Orfeo in via Carriera Grande, nei pressi della Stazione Centrale. Era una dei sedici figli di Mimì Maggio, attore e cantante, e Antonietta Gravante, anche lei attrice e cantante. Il vezzeggiativo Pupella gli fu dato dal padre stesso per un suo ruolo a teatro, a solo un anno di vita, quando recitò facendo la parte di una bambola di pezza nella commedia di Scarpetta, messa in scena dalla compagnia di suo padre “La pupa movibile”. Da quel momento diventa Pupella Maggio. Figlia d’arte: il padre Domenico Maggio detto Mimì, fu uno dei più grandi capocomici della storia del teatro napoletano, la madre Antonietta, erede della famosa famiglia Gravante gestori del circo equestre “Carro dei Tespi” . Nel palazzo dove nacque e visse Pupella c’era il Teatro Orfeo, oggi non esiste più, il giorno della sua nascita la madre era in teatro a fare delle prove per uno spettacolo, ed ebbe le doglie proprio li in quel momento, fu lì che Pupella vide la luce, nel camerino del teatro. Lasciò la scuola dopo i primi anni delle elementari, e fin da allora, ancora piccolissima, prende parte a tutti gli spettacoli del padre. La sceneggiata napoletana affascina la piccola Pupella, che per anni ebbe modo non solo di recitare, ma anche di apprendere e forgiare il carattere. Nell’arco dei primi vent’anni ebbe la capacità di dedicarsi non solo alle sceneggiate, ma anche alle riviste e all’avanspettacolo, ma si dilettò anche nella canzone, duettando più volte con Beniamino, l’ultimo dei suoi fratelli. Imparò anche a danzare, e malgrado la tanta gavetta, e il rendersi conto delle sue capacità, decide di ritirarsi dalle scene dopo la morte dei suoi genitori avvenuta pochi anni l’una dall’altra. Così decide di trasferirsi a Roma, inizia a lavorare come modista, ma in quel momento un po’ particolare, politicamente parlando ci troviamo negli anni ’40, e considerando l’amicizia con degli ebrei, che lei stessa nascondeva in casa, Pupella, suo malgrado, fu costretta a partire. Si fermò a Terni, e trovò lavoro in un’acciaieria, dove rifacendosi alle esperienze passate, curava la regia degli spettacoli che mettevano in scena per il Dopolavoro. Ma la voce di quell’amicizia scottante iniziava a circolare, e arrivò anche lì. Pupella si spostò di nuovo, si spostò più volte a dire il vero, da Terni a Napoli, poi Stroncone, poi Roma, ed infine Milano, dove si ritrovò con la sorella Rosalia, e dove trovò lavoro in una compagnia di rivista al Teatro Nuovo, recitando con Remigio Paone, Carlo Croccolo e tanti altri ancora…

continua con la prossima puntata all’interno della rubrica La Storia di Napoli.

Emanuela Genta

  Pupella Maggio 1