La storia di Matilde Serao 2° puntata

… Matilde cominciò a scrivere brevi articoli ai margini delle pagine del “Giornale di Napoli” , poi pian piano lavorò a bozzetti e alle novelle, non si firmava con il suo nome ma con lo pseudonimo “Tuffolina”. Nel 1878 finì la sua prima novella “Opale”, aveva ventidue anni, la novella fu spedita al “Corriere del Mattino”. Va via da Napoli Matilde, a ventisei anni parte per andare a Roma, per conquistare Roma. Per cinque anni fu collaboratrice della rivista “Capitan Fracassa”, si diede da fare, scrisse un po’ di tutto, le sue scritture spaziano tra critica letteraria e cronaca rosa, ma sempre con uno pseudonimo, questa volta era “Ciquita”. Riuscì a trovare spazio anche nei salotti mondani della bella capitale ma, Matilde era una ragazza spontanea, aveva un modo di fare e un fisico che poco si adattavano per l’ambiente salottiero, modi che non l’aiutarono molto, diciamo che il fatto di essere una donna emancipata e indipendente suscitò molta curiosità ma poca ammirazione. Al riguardo scrisse poi la giovane Matilde – ” Quelle donnine eleganti non sanno che io le conosco da cima a fondo, che le metterò nelle mie opere, esse non hanno coscienza del mio valore, della mia potenza. “. Dopo le parentesi nei salotti, le più belle serate che Matilde trascorse durante il soggiorno romano, furono nella redazione del “Fracassa” in compagnia del padre. Nel 1883 uscì un libro che rese Matilde famosa “Fantasia”, ma nonostante l’impatto favorevole, il critico Edoardo Scarfoglio ebbe da ridire, così scrisse sul giornale letterario “Il libro di Don Chisciotte”: – … si può dire che essa sia come una materia inorganica, come una minestra fatta di tutti gli avanzi di un banchetto copioso, nella quale certi pigmenti troppo forti tentano invano di saporire la scipitaggine dell’insieme ….. vi si dissolve sotto le mani per l’inesattezza, per l’inopportunità, per la miscela dei vocaboli dialettali italiani e francesi… -. In seguito sebbene Matilde riconobbe dei suoi studi alquanto incompleti, quel suo “non scrivere bene”, rispose così alla critica: – Vi confesso che se per un caso imparassi a farlo, non lo farei. Io credo, con la vivacità e di quel linguaggio incerto e di quello stile rotto, d’infondere nelle opere mie il calore, e il calore non solo vivifica i corpi ma li preserva da ogni corruzione del tempo -. Bel carattere Matilde, una ragazza forte, decisa, che sa come ottenere ciò che vuole, questo fu l’impatto iniziale tra Matilde ed Edoardo che finirono, dopo una relazione che diede da parlare alla Roma-bene, per sposarsi. Edoardo in una missiva destinata ad una sua cara amica scrisse di Matilde in questo modo: – Questa donna tanto convenzionale e pettegola e falsa tra la gente e tanto semplice, tanto affettuosa, tanto schietta nell’intimità, tanto vanitosa con gli altri e tanto umile, tanto brutta nella vita comune e tanto bella nei momenti dell’amore, tanto incorreggibile e arruffona e tanto docile agli insegnamenti mi piace, troppo, troppo -….

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Emanuela Genta

                   matilde serao