La storia di Matilde Serao 1° puntata

Amici lettori, per l’anniversario della sua nascita, Vi raccontiamo la storia di Matilde Serao, altro grande personaggio della nostra cultura. Scoprirete fatti noti e meno noti del grande personaggio napoletano. Buona lettura e…se vi piace, condividetela sulle Vostre pagine Social.

La prima donna italiana ad aver fondato e diretto un quotidiano fu Matilde Serao. Nata a Patrasso (Grecia) il 7 marzo del 1856, da un avvocato napoletano Francesco Serao e una nobile decaduta discendente dei principi Scanavy di Trebisonda, Paolina Borely. Il padre Francesco dovette lasciare la città di Napoli nel 1848 perché essendo un anti-borbonico era ricercato. In Grecia trovò lavoro come insegnante e conobbe Paolina, che sposò e che fu non solo madre per la piccola Matilde, ma un modello da seguire. Il 15 agosto del 1860 papà Francesco con la sua famiglia rientrò in Italia, ebbe la notizia della caduta di Francesco II, non perse tempo allora e ritornò nel suo paese d’origine, trovando casa a Ventaroli, una piccola frazione di Carinola. Matilde descrive così la sua cittadina in un suo articolo su “Il Mattino” tempo dopo: – ” Ventaroli è anche meno di un villaggio né voi lo troverete nelle carte geografiche: è un piccolo borgo nella collina più vicino a Sparanise che a Gaeta. Vi sono duecento cinquantasei anime, tre case di signori, una chiesa tutta bianca e un cimitero tutto verde, vi è un gobbo idiota, una vecchia pazza e un eremita in una cappelluccia. ” – Dopo qualche anno dalla nascita della bimba la famiglia Serao si trasferì a Napoli dove papà Francesco iniziò il suo lavoro da giornalista a ” Il Pungolo ” e fu normale, per la piccola Matilde, vivere l’ambiente del giornale. Ma la piccola Matilde era un po’ svogliata e distratta, e malgrado l’influenza genitoriale e le fatiche giornaliere di Mamma Paolina, la piccola arrivò a otto anni senza saper scrivere e leggere. Successivamente, nell’arco di pochi anni però, riuscì ad avere il diploma da maestra. Per essere attiva nel bilancio familiare, in quel momento molto esiguo, e per far fronte anche ad una malattia della madre, Matilde, senza avere nessun titolo di studio, si presentò nella scuola Normale “Eleonora Pimentel Fonseca” come semplice uditrice, aveva quindici anni. L’anno successivo, a sedici anni cambiò la “confessione ortodossa” per quella “cattolica” e riuscì in poco tempo, ad avere il diploma di maestra. Cercò un lavoro stabile, vinse un concorso come ausiliaria ai telegrafi di stato che durò quattro anni, e sebbene fosse assorbita dal lavoro per quasi l’intera giornata, la vocazione letteraria arrivò prepotente e in breve tempo….

La storia di Matilde Serao la trovate cliccando questo link: Matilde Serao

Emanuela Genta