La storia di Massimo Ranieri 5° puntata

…dunque parlavamo del segreto di Gianni…. Gianni è tenace, tene ‘a capa tosta, non si arrende, va avanti, si scontra e sfida se stesso, animato da quella smania di andare sempre avanti, conquistando vette sempre più alte, gli capita che durante una canzone, una recita a teatro, si soffermi su di una frase, una parola… e da li con il tempo inizia una nuova avventura anche anni dopo, quella frase farà da spunto per un brano nuovo, o un personaggio. Il lavoro di Gianni è duro, costante, e il più delle volte massacrante, sentendosi sempre un po’ allievo e mai del tutto maestro, quindi carico di responsabilità verso quel pubblico che lo segue da una vita, sicuro che non sarà mai deluso. Ama l’etica nel lavoro Gianni, prima l’arte, e poi tutto il resto. Il successo è arrivato per tappe, in modo crescente, con tanto impegno e tanti sacrifici, ma Gianni non dimentica le sue origini, nel corso degli anni, e con maestri quali Scaparro, Patroni Griffi e Strehler, personaggi che hanno caratterizzato il modo di fare e di essere di Gianni, che ancora oggi sente forte su di se il privilegio di averli incontrati, in quel momento della vita in cui ci si forma, e si forgia il carattere. E’ serio Gianni, rigoroso, quando mette in scena uno spettacolo esige la perfezione, i suoi occhi mai riusciranno a vedere un solo granello di polvere, o una calza smagliata di una ballerina, ricorda ancora tra un sorriso appena abbozzato quei maestri i quali, vero che lo hanno spezzato fino alle ossa, ma in egual misura gli hanno impresso un educazione civile in primo luogo, ed un educazione da palcoscenico, facendoglielo figurare quasi un luogo mistico, degno di rispetto, un luogo da prenderne possesso in modo completo, raggruppare nell’animo i quattro angoli, ed averne rispetto. Si ritiene fortunato Gianni… molto fortunato….

continua con la prossima puntata all’interno della rubrica “La storia di Napoli”

Emanuela Genta

Massimo_Ranieri