La storia di Massimo Ranieri 3° puntata

… Nel 1969 ritorna a Sanremo in coppia con Orietta Berti, e di nuovo al Cantagiro con il pezzo Rosa rosse, che verrà adattato al lato B nel 45 giri Il mio amore resta sempre Teresa, brano che resta in classifica per ben tredici settimane, arrivando ad essere il secondo brano più ascoltato e più venduto di quell’anno. Da quel momento inizia un rapporto lunghissimo lavorativo con il compositore Totò Savio, a questo proposito mi sembrano giuste due righe dedicata a Totò Savio, non solo compositore ma paroliere, arrangiatore, produttore discografico italiano e musicista, firma, nella sua lunghissima carriera, pezzi quali Cuore matto, Erba di casa mia, Miele, Maledetta primavera, Vent’anni e per Erba di casa mia Massimo Ranieri vince Canzonissima, tra l’altro Totò Savio è stato uno dei componenti e fondatori degli Squallor. Sale sempre più in alto Gianni, presenzia alla Mostra Internazionale di Musica Leggera con Sogno d’amore, al Cantagiro con Le braccia dell’amore e a Canzonissima sempre con Sogno d’amore. Vince il premio David di Donatello e il premio internazionale della Critica per il film Metello e riceve inoltre il premio La maschera d’Argento, più avanti partecipa all’Eurovision Song Contest con il brano L’amore è un attimo, che verrà tradotto in francese, spagnolo e tedesco. Nel 1971 ricordando e facendo tesoro dell’incontro di qualche anno prima con De Sica e Anna Magnani, Gianni incide il suo primo LP dal vivo con ‘O surdato ‘nnammurato, e altri pezzi esclusivamente presi dal repertorio classico napoletano. L’album viene registrato dal vivo al teatro Sistina di Roma, con la regia teatrale di Vittorio De Sica, e ripreso dalla Rai. Da quel momento e fino al 1975, Gianni non riesce ad avere più un momento libero, catapultato in un successo più grande di lui, è il fenomeno del momento, con i suoi tratti da scugnizzo, la sua voce bella chiara riesce ad arrivare ad un pubblico sempre più vasto. Nel 1975 sarà il protagonista di Salvo D’Acquisto, interpretando con magistrale bravura il personaggio omonimo. Gli anni ’70 e ’80 saranno per Gianni all’insegna della TV e l’incontro con Giorgio Strehler con il teatro, verso la metà degli anni ’80 è la volta di Vanità dove ritroviamo Gianni, dopo la lunga parentesi teatrale, alle prese con la sua  grande passione, il canto. In quest’occasione interpreta pezzi musicali presi dal repertorio napoletano e inseriti nello stesso programma. Nella fine degli anni ’80 invece, con colui che diventerà un suo amico, Carlo Giuffrè e con la regia di Steno, interpreta un film di sei puntate  L’ombra del Vesuvio e successivamente diventa Pulcinella in un lavoro tratto da un vecchio copione di Roberto Rossellini. A Sanremo nel 1988 ritorna con grande stile e vince con il brano Perdere l’amore….

continua con la prossima puntata all’interno della rubrica “La storia di Napoli”

Emanuela Genta

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