La storia di Enzo Gragnaniello 4°puntata

… Sempre nel 2003 Enzo sarà autore anche di un libro fatto di riflessioni, pensieri, qualche disegno e non molte parole, solo allo scopo di esprimere sensazioni, stati d’animo, momenti di vita. Enzo è profondo nei pensieri arrivando fino all’anima dell’ascoltatore, nell’album “Erba cattiva”, un album che ritrova Gragnaniello più maturo, cercando nell’esecuzione degli undici brani un punto di contatto dove l’anima e la dignità dell’essere umano regni sovrana.

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La sua voce calda e graffiante emoziona un pubblico napoletano quando alla fine di una manifestazione, Munnezza day a Piazza Dante, esordisce con le note di “Cu’mme”, non solo emozionando ma commuovendo il pubblico sceso in piazza per l’evento. Gragnaniello riesce con semplice bravura e molta umiltà a essere considerato il cantante di inizio novecento che ha fatto del suo cavallo di battaglia, il suo successo più grande, la ricerca personale della poesia, proponendola sotto forma di musica e parole, con testi di grande successo. Nel 2009 partecipa con grande commozione allo spettacolo Omaggio a Sergio Bruni, per l’occasione duetta con Mario Trevi nell’interpretazione del brano “Indifferentemente”. L’anno successivo Enzo riceve il premio Artistico Culturale e Musicale nella serata di gala a Grottella, in provincia di Avellino. Ed eccoci a fare i conti con un Gragnaniello diverso dal solito nell’album “Radici”, insieme a i Sud Express un gruppo nuovo, ascoltiamo un mix di suoni, arrangiamenti, calore mediterraneo, voce graffiante come solo la sua sa essere e che tutti in qualsiasi posto riconoscono.

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Questo lavoro è una specie di pentolone ricco di ingredienti veraci, crudi, quasi sporchi, un desiderio di immergerci le mani dentro, quasi a stringere tra le dita ritmo e chitarra, calore e rock. Un lavoro fatto interamente in napoletano, unica parola italiana è il titolo dell’album Radici. Enzo riconosce nel maestro Roberto Murolo colui che gli ha insegnato l’autentico modo di cantare in napoletano, dove inesorabilmente verrà capito da tutti: “Il grande maestro Roberto Murolo mi ha insegnato come bisogna cantare in napoletano, scandendo e pronunciando ogni singola vocale”. Ma in questo progetto Enzo non si distacca dal passato, infatti a fare da ponte tra il moderno e l’antico c’è il pezzo “Indifferentemente”, che ritorna nelle corde vocali di Enzo revisionato da un ritmo passionale che vuole continuare il repertorio e che ci vede i primi, sotto ogni punto di vista nell’intero pianeta, per melodia, accompagnata alla poesia, il vecchio e il nuovo insieme….

continua con la prossima puntata all’interno della rubrica  “La nostra storia”.

Emanuela Genta