La storia di Enrico Caruso 5° puntata

L’11 dicembre del 1920 Caruso ha una forte emorragia alla gola, la recita viene sospesa dopo il primo atto, Enrico già ne soffriva ma solo due volte sospese la sua rappresentazione, in genere resisteva al sanguinamento della gola pur di non sospendere la recita, ma quel giorno non può, suo malgrado, fare altrimenti. Fa la sua ultima apparizione in scena il 24 dicembre. In tutta la sua carriera Caruso solo al Metropolitan si esibì 863 volte. Il 25 dicembre gli viene diagnosticata una pleurite infetta, viene operato il giorno dopo al polmone sinistro. Torna in Italia per la convalescenza, pensando di poter dare, nonostante il riposo, qualche concerto ma giusto per gli amici più intimi. Non avrebbe rappresentato null’altro, oramai l’aveva giurato, giusto qualche serata per gli amici, anche perché aveva tanto bisogno di riposare. Un giorno a bordo della ” President Wilson ” Enrico, Carusiello vede il golfo di Napoli, la sua Napoli. Il 21 giugno 1921, arrivati sulla banchina l’emozione prende il sopravvento, piange Enrico, rivedendo quei luoghi rimasti troppo a lungo nella sua memoria, piange guardando quel cielo e quel sole che solo lì ritrova familiari, piange ascoltando le voci in dialetto della sua infanzia, quel dialetto impresso nel suo cuore, piange nel sentire l’odore di casa sua, della sua città. Parte alla volta di Sorrento, soggiorna all’hotel Vittoria. Anche in quest’occasione Carusiello non si smentisce, canta per pochi intimi nella sua stanza, persone, amici e qualche familiare, rimangono sbalorditi da tanta passione, da quella voce limpida e soave, ma le cose non vanno bene Enrico, stava male. Prende appuntamento con il medico che annuncia i pochi giorni di vita del tenore….

continua con la prossima puntata  tutti i giorni alle ore 19.00, all’interno della rubrica Biografie – La Storia di Napoli

Emanuela Genta

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