La storia di Eduardo De Filippo 4° puntata

Anche la sorellastra di Eduardo, Maria Scarpetta, si unì a loro per una collaborazione, visto lo smisurato successo ottenuto ed il prolungamento del contratto al Kursaal. La compagnia aumenta in modo eccessivo il lavoro, si deve cambiare il cartellone praticamente ogni settimana perché negli anni dell’avanspettacolo si recita subito dopo la proiezione di un film, ma una parodia sulla ” Cavalleria Rusticana “, riesce a far arrabbiare Pietro Mascagni, tanto da far fermare le repliche. Ritroviamo i tre fratelli d’arte alla fine dell’estate 1932, trasferiti al cinema-teatro Reale, dove hanno successo con il pubblico e con la critica. Oramai sono sempre di più delle figure quasi familiari per il pubblico, per cui vengono chiamati semplicemente con il loro nome di battesimo, come quasi fossero i fratelli di tutti. Il successo è grande, nell’autunno del 1932 ci sarà un sodalizio nuovo con l’impresario del teatro Sannazaro, con Titina prima attrice della compagnia, con commedie come ” Chi è cchiù felice ‘e me!” e “Amori e balestre “. Si forma il primo ” repertorio eduardiano “, accompagnato anche da lavori scritti dagli altri fratelli Titina e Peppino, Maria Scarpetta e Ernesto Murolo. Ma oramai conosciamo bene il carattere severo e irrequieto di Eduardo, che inizia a sentirsi intrappolato in quello che lui chiama “provincialismo”,  il successo c’è, la critica li supporta, perché non optare per i teatri più prestigiosi d’ Italia?

Luigi Pirandello, incontrato per caso, fu decisivo nella decisione, interpreta l’opera “Berretto a sonagli”, collabora con la messa in scena di “Liolà” e con la scrittura della commedia “L’abito nuovo”. Nonostante il sodalizio e il grande successo, tra Eduardo e Peppino ci sono dei contrasti, i due fratelli non sempre si trovano d’accordo e il 20-12-1944 recitano assieme per l’ultima volta al teatro Diana di Napoli. Successivamente Eduardo forma una nuova compagnia teatrale dal semplice nome di “Il teatro di Eduardo”.

Piccolo appunto sul Teatro S. Ferdinando e sull’avventura di Eduardo De Filippo legata ad esso: il teatro S. Ferdinando era un rudere semi distrutto, un teatro ricco di storia e molto antico, fu costruito alla fine del ‘700, inaugurato con un opera di Cimarosa “Il falegname”. Nato come “Il Teatro per eccellenza”, ben presto, per svariate amministrazioni sbagliate, si trasformò in un teatro di second’ordine destinato ad un pubblico non certo aristocratico anche per le compagnie minori che si esibivano. Nella stagione 1889-1890 ospitò i successi di Eduardo Scarpetta, venne dato in gestione e affittato, finche’ durante guerra del 1943, fu quasi raso al suolo dalle bombe americane e tedesche, rimase solo parte del palcoscenico. Dopo la guerra l’ultimo proprietario decise di metterlo in vendita, e ad acquistarlo fu proprio Eduardo De Filippo. Nel 1948, investì tutti i suoi guadagni indebitandosi pure con le banche. Tra varie vicissitudini il 1964 vide nascere la ” Teatrale Napoletana “, progetto nato con l’ambizione di gettare un ponte culturale tra due realtà molto diverse: Napoli e Milano, la società fu fondata con da Paolo Grossi e Giorgio Strehler, appartenenti al Piccolo Teatro di Milano. Al riguardo Eduardo disse: “L’idea non era solo quella di costruire una casa per l’attore e l’autore Eduardo, ma era anche e soprattutto, quella di costruire un teatro indipendente dall’uomo Eduardo, che creasse una rottura con il vecchio teatro dialettale napoletano; un teatro che potesse continuare il discorso già da me iniziato nel 1922 al Sannazaro”. I problemi non diminuirono e nel 1966 terminò anche l’esperienza della ” Teatrale “. Non si arrende Eduardo, che nel 1970 iniziò i lavori di restauro del teatro, aveva in mente un centro studi e un museo del teatro dialettale. Dopo i primi lavori venne dato in gestione all’ETI (Ente Teatrale Italiano), e nel 1971 con lo spettacolo “Le bugie con le gambe lunghe”, inaugurato dallo stesso Eduardo. Venne chiuso negli anni ’80, e per moltissimo tempo divenne solo un magazzino dove conservare l’archivio storico di Eduardo De Filippo. Nel 1996 viene donato al comune di Napoli da Luca De Filippo, figlio di Eduardo, per farlo restaurare e riconsegnare al pubblico di Napoli. Il teatro S. Ferdinando riapre dopo molti investimenti e restauri nel 2007 con lo spettacolo “La tempesta” di Shakespeare, ma nella traduzione in Napoletano Barocco trascritta da Eduardo nel 1984. Attualmente il teatro S. Ferdinando assieme al Mercadante è gestito dal Teatro Stabile di Napoli. Eduardo adottò la lingua popolare, la parlata del popolino per dare al dialetto napoletano una dignità quasi di lingua ufficiale e fece di più, studiò una lingua teatrale andando oltre al dialetto napoletano e alla lingua italiana, elaborando una lingua universale, cosa che fu decisiva per il ” Teatro dialettale ” detto dai critici “di second’ordine”, invece diventato un “Teatro d Arte”. Doveroso citare queste opere: Napoli milionaria, Questi fantasmi, Filumena Marturano, Mia famiglia, Bene mio e core mio, Sabato, domenica e lunedì, e De Pretore Vincenzo, quest’ultima scritta di proposito per l’attrice Pupella Maggio che ne fu anche la protagonista.

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Emanuela Genta

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