La storia di Eduardo De Filippo 3° puntata

Inizia poi a lavorare Eduardo, come attore, autore e capocomico nella compagnia De Filippo-Comica Compagnia Napoletana d’ Arte Moderna. Durante il 1928 scrive un unico atto “Filosoficamente”, in pratica un ritratto di rassegnazione da parte di un piccolo borghese. Questo fu l’unico testo di Eduardo De Filippo che non fu mai portato in scena. Userà moltissimi pseudonimi, specialmente durante l’anno ’29 ( R. Maffei, G. Renzi, H. Retti ) per mettere in scena con il fratello Peppino lo spettacolo comico “Prova generale, tre modi di far ridere”, uno straordinario lavoro in tre atti, rappresentato al Fiorentini con la partecipazione straordinaria di Galdieri che ne cura il prologo e l’epilogo. Faceva fatica a farsi riconoscere i diritti d’autore dagli impresari, ecco il motivo degli pseudonimi citati sopra, e se ne andranno ad aggiungere altri ( Tricot, Molise, C. Consul ). Vengono poi in seguito chiamati dall’impresario della compagnia Molinari, che rimasta sprovvista di attori (Totò era andato via). Eduardo, Peppino e Titina si ritrovano a formare una ditta autonoma nella compagnia stessa, la “Ribalta gaia”, assieme ad altri attori, tra cui voglio citare la bravissima Tina Pica. E fu un grande successo nella rivista ” Pulcinella principe in sogno… ” e all’ interno dello spettacolo come sketch, venne raccontata con malinconica ilarità la vita di un arista tormentato filosofo e povero, e questa rappresenterà tra le commedie, la più riuscita nel periodo giovanile eduardiano. A Napoli otterrà un successo clamoroso da parte del pubblico, anche la critica lo apprezzerà , successo che verrà meno invece nella rappresentazione di Palermo, perché verrà fischiata Titina inadatta nella veste di soubrette.

Ritroviamo i fratelli De Filippo nel loro più grande desiderio. Nel 1931 Eduardo infatti, fonda la compagnia del teatro umoristico ” I De Filippo ” che debutta con successo meritato a Roma, iniziando la tournee che li porterà a Milano e Napoli, con  una commedia scritta da Peppino ” Don Rafele ‘o trumbone “, e una nuova di Eduardo ” Quei figuri di trent’anni fa “. Nello stesso anno Eduardo ( con il nome Tricot ….) presenta “Ogni anno punto e a capo”. Fu rappresentata al Teatro Nuovo, durante lo spettacolo di rivista ” Cento di questi giorni”, cogliendo l’occasione di una serata in onore del fratello Peppino, nel periodo della festa di Piedigrotta a Napoli, una serata dedicata alla canzone. Tanto successo per i fratelli d’arte…, dopotutto Eduardo conosceva bene la ” farsa ” dell’antica commedia dell’Arte, l’aveva tanto studiato anche con estrema criticità, difetto o pregio che sia, che la contraddistingueva. Il suo più grande componimento, che con il tempo ha caratterizzato la figura di Eduardo De Filippo, è la commedia ” Natale in casa Cupiello “, che fu portata in scena il 25-12-1931 a Napoli, al Teatro Kursaal con la compagnia del teatro umoristico “I De Filippo”. Inizialmente il contratto fu solo per nove giorni di recita in un solo atto, appena finita la proiezione di un film, ma il successo della commedia fu talmente grande che la scrittura fu prolungata fino al 21 maggio 1932. Furono aggiunti altri due atti da Eduardo nel corso dei due anni successivi, un lavoro impegnativo considerato dall’attore stesso ” Un parto trigemino con una gravidanza durata quattro anni “. In questo straordinario lavoro troviamo un Eduardo, tale ” Luca Cupiello “, anziano padre di famiglia con lati caratteriali da fanciullo, assorto nel suo Natale annuale e nel suo amore appassionato per il presepe, figura la sua, distratta, e quasi incapace di rendersi conto delle tragiche vicende familiari che lo circondano. C’è sicuramente qualcosa di autobiografico, anche se mai confermato da Eduardo stesso, Luca e Concetta, i protagonisti della commedia, hanno gli stessi nomi dei suoi nonni.

Per la Storia di Eduardo De Filippo ed altre biografie, clicca qui

Emanuela Genta