La storia di Eduardo De Filippo 2° puntata

….. Il 1914 caratterizza il lavoro vero e proprio per Eduardo, che entra in modo definitivo a far parte della compagnia teatrale del fratello Vincenzo Scarpetta, dove tra l’altro, già da qualche anno lavora Titina, sorella di Eduardo… pochi anni più tardi entrerà a far parte del gruppo anche Peppino, cosi i tre fratelli si ritrovano insieme sia a giocare  nel cortile di casa, che a recitare sul palco di un teatro. Finita la guerra, Eduardo fa leva nel corpo dei Bersaglieri, e sarà incaricato dal comando, di organizzare recite e piccoli spettacoli per i soldati. Si cimenta Eduardo, non solo nella veste di attore, ma anche come autore e direttore della compagnia. Questo periodo serve a Eduardo per capire che la sua capacità e il suo desiderio, è quello di essere regista, autore oltre che attore, e nel 1920 scriverà quella che amerà chiamare la sua << prima commedia vera a propria >> ” Farmacia di turno ” unico atto con un finale poco allegro, che metterà in scena la compagnia del fratello Vincenzo un anno dopo. Proprio il fratellastro Vincenzo rappresenterà una figura di estrema importanza per Eduardo, che ne eredita quel rigore e la severità, che poi nel tempo lo distingueranno nel lavoro, e anche nei rapporti con le altre persone. Solo un anno più tardi dalla prima rappresentazione di un suo lavoro, nel 1922, Eduardo scrive ” Ho fatto il guaio? Riparerò “, che però andrà in scena con il titolo ” Uomo e galantuomo ” solo quattro anni più tardi al teatro Fiorentini. In questa commedia, molto comica tra l’altro, si riconoscono temi che saranno poi costanti in altre opere eduardiane: la pazzia ( presunta o vera ), e il tradimento. Il padre di Eduardo muore il 29 novembre 1925 mentre Eduardo va a convivere con una ragazza, Ninì, fonte di ispirazione di svariate poesie d’amore, la prima su tutte fu’ “E mmargarite”.

Presto lo raggiungerà il fratello Peppino, venuto via dalla compagnia Urcioli dove, senza paga, ha recitato per un periodo. Spera Peppino, di venire scritturato anch’egli nella compagnia di Scarpetta, ma Eduardo cambia piani, sceglie l’avventura del teatro in lingua nella compagnia di Luigi Carini, presentandosi come attore brillante, e convince l’impresario a far scritturare anche il fratello Peppino, che però ci ripensa e cambia lui questa volta i piani, entrando a far parte della compagnia di Vincenzo Scarpetta, come sostituto del fratello Eduardo. L’avventura di Eduardo nella compagnia di Carini dura poco, diciamo che fu’ una piacevole avventura. Infatti subito dopo, l’attore rientra in ciò che gli era più familiare, scrivendo nel 1926 “Requie a l’anema soja” ( che diventa I morti non fanno paura ) , in cui recita la parte di un vecchio. Tanti anni dopo dirà in una intervista: ” Non vedevo l’ora di diventare vecchio: così pensavo, non avrò più bisogno di truccarmi. E poi, se faccio il vecchio adesso, lo posso portare avanti. Se invece mi metto a fare il giovane, presto diranno – E’ invecchiato!”.

Nel 1927 per la prima volta, la compagnia Scarpetta metterà in scena la commedia ” Ditegli sempre di si “, dove il tema della pazzia è reale. Nello stesso anno nasce la compagnia Galdini-De Filippo, compagnia nata da un esperimento di Eduardo, che volendo fare ” in proprio “, mette su una cooperativa di attori, senza produttore ne finanziatori. Chiama anche i fratelli Titina e Peppino, e insieme a Michele Galdieri, crea appunto la  compagnia, che con grande successo inaspettato, debutta al teatro Fiorentini a Napoli il 27 luglio, con lo spettacolo dal titolo molto scaramantico ” La rivista…che non piacerà”.

Periodo di cambiamenti, di crescita e di amori per Eduardo, che da li a breve convolerà a nozze con rito evangelico con una ragazza americana, Dorothy Pennington. Si sposano il 12-12-1928 nonostante le controversie con la famiglia della ragazza, che non vuole per la figlia un matrimonio con Eduardo.

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Emanuela Genta