Dopo molti anni di buio a causa della presenza di cantieri vari che hanno impedito l’esercizio tranviario e filoviario nel pieno delle loro possibilità, alcuni bagliori di luce lasciano intravedere un futuro roseo e foriero di molte novità. Non possiamo non iniziare a trattare l’argomento parlando di tram: con il volgere al termine dei lavori sull’asse costiero, già a gennaio di quest’anno è tornato in servizio quello che è un “1 barrato” fra i due capilinea tronchi provvisori di via Colombo e via Nuova Poggioreale, ed è imminente il rientro in servizio delle linee 2 e 4 rispettivamente fra il deposito San Giovanni e piazza Nazionale e fra l’impianto suddetto e via Colombo. Si tratta di un ritorno che può essere considerato solo la prima parte di quello che accadrà successivamente, ossia il recupero di altra strada ferrata da recuperare, con il superamento del cantiere del sottopasso fra piazza Municipio ed il Porto, cosa che consentirà – previa messa in sicurezza della galleria Vittoria ed il ripristino “veloce” dei binari in via Acton (attualmente ricoperti dal tappetino di asfalto) – di riportare i tram a piazza Vittoria. In questo punto la presenza dell’anello consentirà di far tornare non solo i tram Sirio bidirezionali, ma anche i tram a carrelli sulla linea 4, grazie alla possibilità di trovarsi “a muso avanti” in entrambi gli estremi di linea, cosa che sarà possibile da subito col ritorno del 2.

Via Arcoleo all’epoca della sostituzione dei binari, alcuni anni fa.

In secondo momento, il completamento già avvenuto della stazione San Pasquale e quello in corso della stazione Arco Mirelli (entrambe della linea 6) e la sistemazione di piazza della Repubblica potrà permettere di guardare al ritorno del tram in piazza Sannazaro in tempi non lontani. Per fare ciò, sarà necessario reinstallare due tratti di binari nelle aree precedentemente occupate dai cantieri, oltre ad altri interventi possibili in via Giordano Bruno e la ripulitura della rotaie (nuove) in piazza Sannazaro. Anche la rinnovata sede tranviaria della Riviera di Chiaia non ha ancora visto il transito di un tram. Il continuare dei lavori dei cantieri della metro 1 a Poggioreale, invece, potrà consentire nel giro di qualche anno di ripristinare la tratta tranviaria dall’emiciclo a via Stadera, precedentemente inaugurata nel 2013 e sospesa nel 2016 con l’inizio del cantiere in corso. Ricordiamo che sulla carta esiste il prolungamento della linea da via Stadera al deposito via Puglie. Nel frattempo, si continua il recupero delle vetture tranviarie presenti nel parco di Anm: disponibili praticamente quasi tutti i Sirio, si lavora al ripristino di una quindicina di vetture a carrelli.

Tram Sirio in prova accanto alla nuova pista ciclabile sull’asse costiero

Le anziane vetture, costruite nella prima metà degli anni ’30 e completamente ricostruite alla fine degli anni ’70, stanno ricevendo gli adeguamenti del caso e la sostituzione delle parti ormai segnate dal tempo. Con la disponibilità progressiva vengono sottoposte a collaudo notturno da parte dell’Ustif e dell’azienda. Sul versante filoviario, grande risalto sta avendo in questi giorni la prima corsa effettuata da un filobus ANM sotto i bifilari della linea 204 (attuale bus 604), in via di completamento. Sotto tensione e già percorsa la tratta dall’incrocio di viale dei Pini ai Colli Aminei fino a tutto l’anello della zona ospedaliera alla presenza delle massime autorità cittadine, l’infrastruttura attende l’installazione di alcuni pali residui e dei bifilari dal Bosco di Capodimonte fino al congiungimento della nuova rete con quella esistente al Museo: ricordiamo che la palificazione filoviaria integrerà anche la nuova illuminazione pubblica. Oltre alla 204, è stata già installata la nuova “racchetta” alla rotatoria di Sant’Erasmo, che consentirà il ripristino della filolinea 203. Quest’ultima, precedentemente attestata al parcheggio Brin, potrebbe avere un nuovo capolinea in piazza Cavour. Come progetto futuro, nascerà una nuova linea filoviaria che discenderà dalla 204: la diramazione prevista dall’incrocio via Miano-Colli Aminei raggiungerà il capolinea del Frullone passando per il Garittone. Questo consentirà di rendere “ecologica” l’attuale linea 168 che unisce il Frullone con Piazza Dante. Per quanto riguarda CTP, invece, le condizioni della rete “provinciale” non consentono un ritorno immediato dei filobus sulla linea Porta Capuana-Teverola. Il necessario recupero della pendinatura in diversi punti della rete, i lavori in corso per le nuove rotatorie sul viale Umberto Maddalena, un incidente alla rete al Quadrivio di Arzano ed il persistere dei lavori sulla “nazionale” fra Giugliano ed Aversa che hanno costretto a traslare i bifilari ai lati della strada, comporteranno di dover effettuare dei lavori di ripristino prima di pensare al riutilizzo di almeno parte della rete. In più, la necessità di intervenire sulla sottostazione di Melito, fuori uso a causa di pesanti atti vandalici, disegna attualmente un quadro che non lascia presagire una rapida risoluzione della vicenda.

Bifilare CTP alla Doganella con i ganci provvisori al posto dei pendini

Altra infrastruttura che sarà oggetto di verifiche è quella all’interno del Rione Monterosa, dove i filobus dell’ex linea M15 non entrano più da quasi vent’anni ma che potrebbe essere recuperata per garantire un importante servizio dal centro città fino a pochi metri dalla Circumvallazione Esterna, alla rotonda di via Fratelli Cervi. A questo aggiugiamoci anche l’inattività dei filobus di CTP che è ormai salita a cinque anni, per cui sono da verificare gli impianti elettrici dei veicoli Solaris “Trollino” e Ansaldobreda F19, malgrado si tratti di mezzi con poche decine di migliaia di chilometri nelle ruote. Per quanto riguarda le situazioni per le quali non si conoscono gli sviluppi futuri, da ricordare la ex linea 256 per San Giorgio, soppressa a causa della presenza ormai pluriennale di un fabbricato pericolante sul percorso, e la lunga tratta della ex linea 255 fra Piazza San Ciro a Portici e Torre del Greco, abbandonata dai filobus quasi dieci anni fa a causa della decisione di allargare i marciapiedi al corso Resina di Ercolano, cosa che non ha consentito più ai filobus di percorrere a doppio senso l’importante arteria vesuviana. Come buon auspicio, infine, ricordiamo il progetto filoviario di CTP – in attesa di decisioni da parte del Ministero dei Trasporti – di estensione della rete all’interno di Scampia, lungo tutta via Baku fino alla stazione della metro 1, che prevede anche la costruzione di una nuova sottostazione elettrica a supporto. Infine, nuovi bifilari sorgeranno anche a Porta Capuana ed in piazza Garibaldi, a sostegno della nuova viabilità e della necessità di tenere i filobus in linea “sotto rete”.

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