La città di Napoli, che vanta un glorioso passato trasportistico, ha purtroppo conservato molto poco della sua storia a causa di una perenne insensibilità da parte dei decisori che si sono succeduti nel corso dei decenni. Così, mentre in città come Milano, Roma e Torino si è avuta attenzione nel conservare tram a due assi di inizio ‘900, qui l’ultimo esemplare disponibile – la vettura Thomson & Houston immatricolata con il numero romano (come tutti i tram destinati al servizio impianti fissi, oltre alle innaffiatrici) IV – fu accantonata nel 1980 e “regalata” ad un falegname del quartiere San Giovanni a Teduccio per farne legna da ardere, dato che la sua cassa era proprio in legno “foderata” da lamiera, telaio a parte. L’accantonamento nello stesso anno dei tram “tipo Meridionale”, ossia le vetture “ct139k,” (costruite dalle Officine Ferroviarie Meridionali fra il 1930 ed il 1933) che fra il 1951 ed il 1960 avevano ricevuto la modifica delle testate da piatte (come da disegno originario ispirato alle “28” di Milano) a semi-aerodinamiche e la loro lunga conservazione nel “limbo” di un deposito, Fuorigrotta, fuori servizio dal giorno del terremoto, ha consentito nel 1998 ad un gruppo di promotori appassionati di suggerire ad ANM di sceglierne un gruppo di tre a scopo museale, essendoci l’intenzione di demolire le restanti dodici. Le prescelte furono in primis la vettura 1004 (ex 1041 rinumerata nel 1967) che, essendo la migliore dal punto di vista della carrozzeria, ricevette un restauro esteriore molto efficace e rapido per consentire la sua esposizione ad una mostra organizzata a Città della Scienza, dove furono mostrati al pubblico anche altri mezzi come un bus CTP, una “carrozzella” della Circumvesuviana, una loco diesel da manovra della ferrovia Cumana ed un bus a due piani Fiat 412 Aerfer messo a disposizione dell’ATAF di Firenze (grazie all’interessamento del direttore generale dell’epoca di CTP, l’ing. Marcello Turrini) identico a quelli che fecero servizio a Napoli dai primi anni ’60 fino al 1973.

L’interno del tram 1029 nel 2006, durante il restauro (foto Cracco)

Altro tram individuato – questa volta per un restauro funzionale – fu la vettura 1029, che era quella arrivata in marcia, assegnata al servizio impianti fissi e trasporto materiali, fino al 1992, con un’ulteriore uscita in linea nel 1995, richiesta per le riprese del film “L’amore molesto” sul lungomare di Bagnoli. A fornirle parti di ricambio mancanti fu designata la vettura 961, che montava particolari non più reperibili come lo “scontro” della chiusura del posto guida lato controller (recuperato in officina da chi scrive) ed il supporto del gancio traino nel sottocassa anteriore, così come la campanella tipica di queste vetture (comunque integrata dal clacson montato sui tram in servizio commerciale per esigenze di “udibilità”). Il tram 1029 entrò in officina per il restauro nel 2004 ed i lavori, fra lunghi stop e successive riprese a causa della necessità di reperire risorse senza sottrarre nulla all’esercizio commerciale, durarono ben otto anni. Grazie alla dedizione delle maestranze aziendali il tram fu quasi totalmente ripannellato, fu riportato alla luce dall’interno il tetto in capriate di legno di derivazione navale così come l’intero intradosso, fu rifatto completamente il pavimento e l’ebanisteria interna, così come le porte a libro, la parte elettrica e quella meccanica. Restaurati il banco di manovra con il controller TIBB completamente revisionato, il posto del bigliettaio e la parte pneumatica con la revisione del compressore originario Westinghouse.

Il restauro del banco di manovra e la revisione delle apparecchiature (foto Cracco)

Riportato all’antico splendore con la riverniciatura della livrea in due toni di verde, il tram storico 1029 uscì in linea per una corsa prova la notte del 1° dicembre 2011, causando il blocco del traffico a piazza Garibaldi per la curiosità di chi si fermava per volerlo guardare e fotografare, e fu presentato alla città alla presenza delle autorità cittadine ed aziendali la mattina del 10 gennaio 2012. Da quel giorno il tram viene utilizzato per corse speciali in occasione di eventi cittadini, a noleggio (come avvenne in occasione della visita di un folto gruppo di dipendenti della metropolitana di New York) e, come accadde nel 2015, anche sporadicamente sulla linea 2. Altro veicolo d’epoca che costituisce un vanto per la città di Napoli è il filobus storico Alfa Romeo Mille allestito da Aerfer e OCREN, matricola 8021 del 1961.

Il filobus 8021 ad inizio restauro (foto Torelli)

In servizio dal novembre di quell’anno prima sulle linee del Vomero e poi su quelle “vesuviane”, la macchina fu ricostruita alla fine degli anni ’70 ad opera della SITEA per conto della SIPUIA di Roma, con la sostituzione della finestratura originaria con finestrini di tipo Klein, nuovi gruppi ottici posteriori a fanalini singoli tipici dell’epoca (montati – ad esempio – anche sui bus Fiat 410/A, sui 418 Sofer e sui tram ricostruiti) e la “nuova” livrea in “arancio ministeriale” con bande grigie. L’8021 continua il suo servizio fino al 2001, dopo aver ricevuto – al pari delle vetture consorelle e dei tram – la decoinbentazione da amianto nel 1997, per poi essere accantonato con l’arrivo dei moderni filobus bimodali Ansaldobreda F19. L’8021, come fu per la 1029, era stato uno degli ultimi “vecchi filobus” a fare servizio assieme ai nuovi, per cui fu scelto per il restauro funzionale. I lavori iniziarono nel 2002 e comportarono anche in questo caso il completo rifacimento delle cassa e la revisione delle parti meccaniche, il ripristino della configurazione originaria interna l’eliminazione della finestratura ricevuta negli anni ’70, con altra molto simile a quella originaria (fa sottile differenza solo il telaio dei finestrini), il recupero del posto del bigliettaio (da una vettura identica di CTP), il sedile autista e le luci di coda originarie (identiche a quelle della Fiat 1400), che si dovettero recuperare a Portogruaro. Fondamentale anche il contributo della SEPSA che fornì parti comuni ai suoi treni ET100, tra l’altro figli dello stesso costruttore e della stessa “mano” progettuale ad opera dell’UtVes (Ufficio Tecnico Veicoli Stradali) dell’Aerfer di Pomigliano. La parte elettrica del filobus, ritenuta al momento del restauro in buone condizioni, fu invece rifatta nel 2015.

Il filobus storico 8021 nella Reggia di Portici (foto Cracco)

L’8021 viene presentato alla città nel 2004, in occasione del ritorno dei filobus nel quadrilatero del centro città con la linea 201 e da allora, alla pari del tram, viene utilizzato per uscite “speciali”, ma per molti anni anche e soprattutto in occasione delle “domeniche ecologiche”. Il terzo mezzo è un autobus interurbano, per l’esattezza un Fiat 306 Menarini SDM di CTP (ove SDM sta per “Sintesi Del Meglio”) matricola 3304 del 1975. La vettura, uscita dal servizio alla fine degli anni ’90 e restaurata nel 1998 in occasione della suddetta mostra a Città della Scienza, non è attualmente impiegata per utilizzi in strada, benchè funzionante e – ogni tanto – fatta girare all’interno del deposito Teverola dov’è rimessata.

Bus storico Fiat 306 Menarini di CTP (foto Cracco)

Il bus nei primi anni del nuovo secolo fu spogliata dell’allestimento interno originario e allestita con armadi ed arredi concepiti per l’esposizione a bordo di fotografie nell’ambito della manifestazione itinerante provinciale “Donna Madonna”, oltre ad aver subito un improvvido montaggio di un tendone sull’imperiale. Smontato il tendone ed eliminati gli arredi interni nella prima metà del 2019, l’autobus oggi risulta omologato per sette posti, per cui si è in attesa di ripristinare i sediolini rimossi (i telai sono stati recuperati dalla vettura 3161 “ex Fiuggi” sempre giacente a Teverola) o comunque di effettuare nuovo collaudo per un utilizzo provvisorio “a vuoto”. Una citazione, anche se “sconfiniamo” in ambito ferroviario, per il materiale storico della Circumvesuviana che ricopre un ruolo importantissimo in ambito della Città Metropolitana di Napoli. Per il resto, l’obiettivo sarà ora di restaurare un autobus urbano degli anni ’70 fra quelli disponibili, seppur pesantemente danneggiati nel 2012.

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