Convoglio motrice + rimorchio 992+R8 nel deposito Fuorigrotta (archivio anm)

Come già accennato nella puntata precedente, il 1951 vide la fine delle tranvie vomeresi e la loro sostituzione, dal 7 luglio, con filobus. Scompaiono il 7, l’8, il 9 ed il 24 ed appaiono la 242 Tribunali-Vanvitelli attraverso via G. Santacroce e, sempre attraverso quest’ultima, la 245 Piazza Trieste e Trento (poi piazza Vittoria)-p.Vanvitelli. Subito dopo la 244 Trieste e Trento-San Martino. Dal 1952 la 248 Piazza Dante-P. Medaglie D’Oro attraverso via Battistello Caracciolo e piazza Arenella e la 249 da P.G.Pepe a San Martino attraverso via Imbriani.

Filobus in via Girolamo Santacroce

Dal 1953 partirono anche la 207 da piazza G. Pepe a San Martino attraverso via Duomo e la 221 da Piazza G. Pepe a via Beniamino Cesi (attraverso via Santacroce). Nello stesso 1953 arrivarono venti nuovi filobus, ossia i Fiat 668 Aerfer (serie 2331-2350) che arriveranno fino alla fine degli anni ’70. Facendo un passo indietro, un anno prima era scomparsa la tranvia 20 da piazza dei Martiri a Villanova e successivamente verrà cancellata anche la 6 da Mergellina a piazza Dante lungo tutto il corso Vittorio Emanuele. Il 1954 fu l’anno in cui l’amministrazione comunale in carica decise di cancellare i tram dal centro cittadino: il progetto scellerato era quello di creare tre tronconi tranviari indipendenti fra loro: le linee dei comuni verso nord da Capodimonte; quelle da Ovest verso piazza Municipio e quelle da est fino a piazza Garibaldi. Il comune incontrò dura opposizione proprio nell’ATAN, ma il taglio delle linee dall’area nord andò a segno e le tranvie 37, 38, 60, 61 e 62 che attestavano a piazza Dante furono limitate a pochi metri prima del ponte della Sanità ed i tram furono resi in maniera fissa residenti al deposito Garittone. Per il resto, via i binari dal centro e lavori pubblici appaltati per la ripavimentazione: scompaiono le linee 10 per le Fontanelle, la 13 per il corso Malta, la 14 per i Ponti Rossi, la 17 e le due 18 per Capodimonte, la 22 per la Veterinaria e la 26 Tondo Capodimonte-Poggioreale. Su quest’ultima venivano impiegati i tram a carrelli e nella stessa Giugliano era stato costruito un capolinea “a triangolo” in piazza Annunziata per mettere in servizio questi tram (monodirezionali) anche sulla 60, ma fu un lavoro inutile.

Capolinea tranviario delle linee “del nord” alla Birreria di Capodimonte (foto Ruggieri)

Sempre nel 1954 arrivano altri 19 filobus: si tratta dei Fiat 672 IMAM a tre assi. (serie 3241-3259). Nello stesso anno arriva la grande fornitura di 130 autobus Fiat 401 Aerfer: resistenti, onnipresenti, duraturi. Arrivarono alla fine degli anni 70. Nel 1955 vengono eliminati anche i binari da piazza Carlo Terzo, corso Garibaldi, corso Umberto, piazza Municipio, piazza Plebiscito, via Chiatamone: la 16 e la 23 si fondono nella nuova tranvia 1, la 30 lascia il posto alla nuova 2, la 3 viene deviata su piazza Nazionale, via Pignatelli e via Colonnello Lahalle a chiusura dell’anello (sfruttando su via Arenaccia i binari TPN), poi verso ovest tutti in galleria Vittoria. La 54, la 55 e la 56 divengono circolari a piazza Garibaldi dai comuni vesuviani risalendo il corso Lucci. In compenso nascono nuove filovie nel 1956: viene posato il bifilare su via Acton e galleria Vittoria per la 203 piazza G.B.Vico, via dei Mille, Mergellina e nascono anche la 231 per il corso Malta e la 232 via Diaz-Ponti Rossi. Nel 1957 nascerà anche la 247 P.Vico-Vanvitelli.

Nuovo bus Fiat 401 matricola 527 nel deposito di Gianturco 1

Nascono anche molte linee autoviarie e, nel 1956, anche i comuni vesuviani decidono che i tram sono più un fastidio che altro: scompaiono la 55 per Torre del Greco, la 57 per Trentola e le locali 58 e 59. Rimangono solo la 54 per Portici che verrà soppressa nel 1958 e la 56 per San Giorgio che riuscirà ad arrivare al 1963. Ovunque autobus in sostituzione, nell’attesa della costruzione della filovia vesuviana che esordirà proprio nel 1963. Nel frattempo vengono demotorizzati quindici tram a carrelli che diventano rimorchiate, per costituire lunghi convogli da 26 metri: si tratta della vetture 962 (R1), 1002 (R2), 1022 (R3), 1051 (R4), 1052 (R5), 1053 (R6), 1054 (R7), 1033 (R8), 1035 (R9), 977 (R10), 952 (R11), 1039 (R12), 1047 (R13), 971 (R14) e 990 (R15). R1 fu demolita nel 1967, R3-R7 furono rimotorizzate, ricostruite e rinumerate nel 1978-80, le altre tutte rimotorizzate nel 1965-66. 8 di questi tram fanno parte tuttora del parco aziendale. Oltre a ciò, vengono demoliti a decine i tram a due assi. Nel 1959 arrivano altri 23 filobus, ossia gli Alfa Romeo 911 (serie 4301-4323), mentre nel marzo 1960 termina anche l’esercizio delle linee “del nord”, con annessa chiusura del Garittone per la ricostruzione. Vennero recuperati solo i tram “Balilla” che facevano servizio sulla 62 per Mugnano: vengono istituiti i bus 160, 160 rossa e 161. Una leggenda metropolitana vuole che molti tram del Garittone siano stati letteralmente lanciati nel vallone San Rocco, e lì giacerebbero sotto alla vegetazione. Non si è mai avuta conferma di ciò, ma gli abitanti anziani di Capodimonte ne parlano quasi tutti. Nello stesso 1960 parte la sperimentazione del servizio ad agente unico sulla nuova linea 181, in occasione dell’apertura al traffico di via Caravaggio (prima era “off limits” in quando strada di residenze degli ufficiali americani). Arriva di lì a poco anche la fine delle tranvie provinciali (TPN), sostituite da autobus.

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