Nel secondo episodio dedicato alla stregoneria parleremo delle fattucchiere e di una in particolare: una vecchietta di Frattamaggiore. Le fattucchiere sono le ‘streghe napoletane, diventate tali generalmente per «predisposizioni innate», come una specie di eredità che si tramanda da genitori in figli, o per predisposizione all’arte divinatoria, all’interpretazione dei sogni, o per facoltà medianiche. Una delle pratiche più comuni dell’esoterismo napoletano è senza dubbio la «fattura», una specie di incantesimo o maleficio che fa aumentare o diminuire energie di un soggetto, sia per compiere fatture sia per levarle.

A Napoli la “caccia alle streghe” nel Seicento miete almeno un centinaio di vittime in città, ma in tutta Europa,l’Inquisizione perseguita le donne per ben tre secoli, dal 1487 fino al 1700, seguendo il testo latino “Malleus Maleficorum” (il maglio delle streghe), una specie di guida del perfetto inquisitore per dare la caccia alla stregoneria, all’eresia e ad ogni forma di paganesimo, mettendo a morte milioni e milioni di donne e bambine innocenti, accusate di stregoneria e di eresia, giudicate senza processo, e brutalmente torturate e messe al rogo. Questa orribile pratica altro non era che una forma di misoginia istituzionalizzata, causata dall’atavica paura ed il conseguente odio degli uomini nei confronti delle donne. In Campania e a Napoli, l’Inquisizione è stata “meno severa” nel senso che non vi era uno stato centrale unitario che controllasse queste forme di stregoneria, e quindi questa non è stata eradicata completamente sopravvivendo in maniera abbastanza intatta, così i riti sono giunti a noi inalterati, mescolandosi alle tradizioni locali.

Così arriviamo ai nostri giorni e alla vecchietta di Frattamaggiore che tutti conoscono come la fattucchiera di Fratta; una donna che conosce molto bene gli antichi rituali del suo territorio e li conserva, quel territorio che un tempo ha visto coinvolte le Janare, i Riavule e le streghe darsi appuntamento al Noce di Benevento per praticare il Sabba. E’ una signora anziana di circa 80 anni, ma ancora molto attiva che ha condotto una vita semplice e modesta, felicemente coniugata con figli, pronta a ricevere i suoi clienti presso il suo banco di verdure nel mercatino rionale di Frattamaggiore. 

Anche se tutti la chiamano «fattucchiera», non c’è nulla di inquietante nel sua persona. In realtà i suoi concittadini si rivolgono a lei per farsi leggere le carte, levare il malocchio, le fatture e per farsi consigliare amuleti e talismani per allontanare la cattiva sorte. L’anziana signora è una specie di consulente dell’occulto che conosce molto bene i segreti della magia ma che non ama parlarne e tanto meno farsi pubblicità.

La fattucchiera sostiene che entrare in contatto con l’occulto può essere davvero molto pericoloso e con il tempo ritorcersi contro, e perciò, qualora si avessero le doti, bisogna farsi guidare inizialmente da non maestro esperto. La donna crede che nel suo paese ci sia la presenza del Diavolo e di averlo incontrato più di volta personalmente. Esso può presentarsi sotto varie forme per ingannarci e tentarci per i suoi scopi. Ha generalmente l’aspetto di un uomo o una donna comune: lui ama colpire i più immuni o particolarmente sensibili. La fattucchiera sostiene inoltre che sempre a Frattamaggiore abiterebbe il Figlio del Diavolo, ovvero un uomo che molti secoli fa ha venduto la propria anima al Diavolo in cambio dell’eterna gioventù, come il personaggio di Oscar Wilde. Secondo la leggenda popolare, sarebbe eternamente giovane e che abbia il dono dell’ubiquità; sembra sia capace di attraversare le pareti ed apparire in sogno alle sue vittime tentandole. La fattucchiera dice di averlo incontrato più vote e di conoscerne l’identità, anche se ora sembra essere scomparso. Così la vecchietta di Frattamaggiore con la reputazione da fattucchiera, continua ad aiutare i suoi concittadini proteggendoli e guidandoli con la sua immensa arcaica saggezza popolare.