Dal 1 agosto è nelle sale cinematografiche “La sera della prima”, un film dedicato al teatro, all’arte e alla creatività, o meglio ancora, un film in cui la settima arte racchiude e narra quella più antica del teatro. La pellicola, in prima proiezione al cinema Metropolitan di Napoli, vuole esprimere un punto di vista positivo su Napoli, evidenziando la struttura sana e culturale della città partenopea. È stato definito la risposta a programmi come Gomorra, contrapponendosi alla violenza, all’illegalità e all’immagine negativa ed univoca che viene fornita di Napoli e della Campania.

Una narrativa che ci guida in un tour culturale della città, mostrando una Napoli insolita e nascosta, ma anche aiutandoci a scoprire, durante il percorso, il senso della vita,  attraverso un esame che i protagonisti fanno di se stessi nel momento in cui si aprono al mondo e agli altri. Obiettivo raggiunto anche con l’originale impiego della macchina da presa,  adoperata in maniera realistica e quasi intrusiva, invadendo gli spazi personali dei personaggi, usando movimenti veloci e a volte improvvisi. Così lo spettatore, quasi in prima persona, vede, scopre e sente quello che gli stessi protagonisti stanno provando.

È una storia tenera, delicata e accattivante, raccontata anche attraverso un cast brillante (Francesco Tripodi, Paola Casella e Massimiliano Colonna e con la partecipazione straordinaria dei compianti Enzo Cannavale e Fausto Mesolella). Dall’inizio alla fine, la storia è dominata dalla presenza di Anna, madre di Marino, che nonostante sia morta e non fisicamente presente, guida la narrazione. La donna è autrice di un copione che per i suoi temi immensi non ce la fa a stare chiuso in un vecchio baule. È lei che in realtà, a dispetto della sua invisibilità, muove le fila di tutto, con un’intensità e una forza di fatto soprannaturale. Ma i veri protagonisti che controllano, ed intorno a cui si dipana la trama del film sono: l’arte, il teatro, la creatività e naturalmente la stessa città di Napoli che ne è il filo conduttore. Per questo la pellicola esce fuori dagli schemi, narrando una storia originale in cui i protagonisti più importanti non sono tanto gli personaggi fisici interpretati dai bravissimi attori, quanto i concetti astratti che, attraverso Anna, come gli dei dei poemi epici classici muovono le fila della trama narrata.