Una traduzione originale in un linguaggio moderno e con tematiche particolarmente attuali quella che Diego Sommaripa, attore, regista e drammaturgo, ha fatto con “La scuole delle mogli” di Molière, ambientandola ai giorni nostri a Napoli. La commedia, in scena anche stasera giovedì 20 agosto, nel cortile di San Domenico Maggiore, parte della rassegna estiva Classico contemporaneo, è stata prodotta dal Teatro Tram, e Resistenza Teatro, la compagnia di Diego Sommaripa, un collettivo nato nel 2013, vincitore nello stesso anno, nel 2014 e nel 2018 del premio Li Curti. Molti i riconoscimenti ottenuti anche nell’ambito de “I corti della formica, con i quali ha più volte vinto l’accesso diretto al Positano Teatro Festival. 

Arnolfo, il protagonista della “La scuole delle mogli non ha ha pensato proprio a tutto in maniera razionale. Terrorizzato dall’avere una moglie infedele, il triste destino di molti suoi amici e conoscenti uomini, sceglie una bambina innocente e la rinchiude in un convento per molti anni, mantenendola isolata e soprattutto ignorante fino a quando non diventa maggiorenne, a quel punto la sposerà e grazie all’ignoranza della ragazza potrà plasmarla e manipolarla come vuole. Tutto ciò che deve sapere è “pregare, amarmi e cucire e cucinare”. Naturalmente le cose non vanno secondo i piani.

Questa produzione gioca con l’idea che la cultura è l’origine di tutti i mali, e che quindi le donne intelligenti sono pericolose perché finiscono col tradire, ma in ultima analisi sono pericolose perché non sono controllabili o manipolabili. La riscrittura della commedia di Moliére è stata sintetizzata alla perfezione, dando, in maniera divertente, con battute frizzanti che si susseguono a ritmo serrato, quello che è una triste e preoccupante tendenza della nostra società: la diffidenza verso la cultura. Non sono quindi solo le donne intelligenti ad essere pericolose, ma chiunque abbia studiato e sviluppato l’abilità di usare la ragione. Una ragazza ignorante è facilmente controllabile e altrettanto lo sono le masse che vengono tenute nel più becero analfabetismo funzionale. E così la gelosia di Arnolfo, non è altro che desiderio di potere e controllo totale e assoluto su un’altra persona.

Brillanti nelle loro interpretazioni, frizzanti ed esilaranti, Antonio De Rosa nella parte di Arnolfo, lo stesso Diego Sommaripa, nella parte dell’amico Crisaldo e tutti gli attori della compagnia che hanno dimostrato un timing, un sincronismo ed un affiatamento perfetto. Un testo che resta fedele allo spirito della commedia di Molière, basato sulla comicità e sul ritmo serrato e veloce della narrativa, ma che è stato rivisitato in maniera del tutto originle ed attuale.

Avevo bisogno di un testo senza tempo e l’ho trovato ne ‘La scuola delle mogli’ l’intreccio amoroso, la comicità dell’equivoco, l’ossessione, la possessività, l’avidità, l’ingenuità, la disperazione che spinge l’essere umano a far cose che mai avrebbe pensato di fare, situazioni e sentimenti che ancora oggi fanno parte della nostra società. Mi sono divertito nella riscrittura, portando la storia ai giorni nostri e nella nostra terra, anche con qualche piccolo accenno dialettale” ha spiegato Sommaripa

Sul palco, un cast variegato e potente, composto daAntonio De Rosa, Marilìa Testa, Rodolfo Fornario, Vittorio Passaro, Diego Sommaripa, Sabina Gallo. le scene sono di Giorgia Lauro, foto di Giulio Pollica.

La scuola delle mogli

da Molière

drammaturgia e regia di Diego Sommaripa

con Antonio De Rosa, Marilìa Testa, Rodolfo Fornario, Vittorio Passaro, Diego Sommaripa, Sabina Gallo

scenografia Giorgia Lauro 

Cortile di San Domenico Maggiore 

giovedì 20 agosto 2020 ore 21.30

info e prenotazioni: cell: 342 1785930 (anche whatsapp)