Caterina Arcidiacono, psicologa, ha presentato gli incontri che si terranno nelle settimane a venire, per confrontarsi su come relazionarsi con i “bambini in casa“. Il punto di partenza sta nella consapevolezza che ogni bambino, da grande, porta con sé l’inimicizia che ha sentito provenire dagli adulti, soprattutto quella dei propri genitori. E per liberarsene, deve elaborarla. Allora, gli adulti devono trovare la giusta distanza, per evitare che la convivenza di questi giorni, e non solo, influisca sulla serenità dei figli, piccoli testimoni alla ricerca del proprio spazio in una casa piena di adulti.

Ma qual è la giusta distanza? La risposta è nella “reciprocità“, ognuno sa fin dove spingersi e quando fermarsi per evitare di ferire i propri cari. “Di ferite si muore in guerra, ma anche nelle relazioni d’amore“, ammonisce la psicologa, “stare in casa vuol dire riscoprire di potersi voler bene“. Invita i padri ad imparare l’arte dell’autocontrollo così da evitare condizionamenti dovuti ad emozioni negative derivanti da diritti considerati come dati, mentre le donne sono chiamate ad affermare la propria volontà. E, se i punti di vista sono in contrasto, basta fermarsi “un attimo prima” di perdere il controllo, soprattutto se ci sono i bambini in casa. 

Arcidiacono ha presentato anche un videogioco, il Serious Game Vidacs, in cui l’adulto può sperimentare come un bambino si sente in caso di violenza. “Un attimo prima” è la relativa pagina Facebook.

Il dialogo con la psicologa è possibile ogni giovedì e venerdì, dalle ore 18 alle 19, chiamando al numero 081 19306700.