Il nostro viaggio attraverso la storia della mitica Saletta rossa nella libreria Guida, attraverso i ricordi di Giuliana, figlia del fondatore Alfredo Guida, parte necessariamente dalla sua inaugurazione.

All’inizio degli anni ’60 il negozio di Port’Alba moltiplica i suoi spazi, estendendosi dal numero civico 20 e inglobando i numeri 21, 22, 23 e 24, oltre all’ intero primo piano sovrastante.

L’ampliamento consente la destinazione di uno spazio agli incontri culturale e, dal colore delle pareti e delle poltroncine, questo ambiente passa alla storia della cultura napoletana come la “Saletta rossa”.

L’inaugurazione del locale avviene con un recital di poesie declamate dagli attori Achille Millo e Carlo D’Angelo. L’evento ha un successo strepitoso e viene subito premiato da un grosso afflusso di pubblico. L’intellighenzia cittadina si è già spontaneamente coagulata attorno agli scaffali della Libreria Guida e la partecipazione all’iniziativa, da parte di tanti affezionati lettori e frequentatori, è scontata.

Giuliana ci riporta a quell’epoca. Si rivede ancora ragazzina (per eleganza non riveliamo l’età della signora) che guarda piena di curiosità e meraviglia le ingombranti telecamere Rai dell’epoca, giunte al negozio per immortalare l’evento.

Con la cassa aperta non potrebbe allontanarsi dal bancone, ma l’attrazione della novità la spinge a disobbedire alle disposizioni di suo padre, che del resto è un uomo pacato e calmo.

Oggi si ricorda più interessata ai macchinari da ripresa che alla recitazione.

La gestione delle vendite durante la sua assenza viene affidata allo storico personale libraio, personaggi di una famiglia allargata: il Sig. Vedova e il Sig. Pinto, conosciuto come il poeta.

Di questa storia incanta soprattutto l’esistenza di una comunità raccolta intorno ai libri. Tanti nomi illustri tra i clienti che affollano i corridoi con i libri: Domenico Rea, Luigi Incoronato, Luigi Compagnone, Vittorio Viviani, Mario Stefanile, Michele Prisco, per nominarne alcuni. La libreria non è un semplice negozio, assomiglia piuttosto a un cenacolo culturale che spesso si sposta nella altrettanto mitica pizzeria di Port’Alba, perché se non si vive di solo pane, sicuramente non se ne può prescindere.

Giuliana condivide con noi un caro ricordo di famiglia: sua madre che prepara e invia, ai familiari e al personale della libreria, il pranzo, accuratamente preparato e riposto una grossa cesta da pic nic che dal Corso Vittorio Emanuele scendeva verso Port’Alba ricolma piena di ogni ben di Dio.

Sembra di vederla, questa gentile signora che collabora alla cultura cittadina nella sua cucina casalinga, permettendo alla libreria di funzionare meglio con lo stomaco sazio.