Con l’avvicinarsi delle feste pasquali noi tutti dovremo fare i conti ancora di più con il peso delle regole di quarantena. Non potremo passarle con le nostre famiglie ed i nostri amici, non potremo fare le tradizionali gite fuori porta, in giornate che si preannunciano molto belle con temperature al di sopra della media.

Ma come si sta vivendo questa situazione all’estero? E come si celebrerà la Pasqua negli altri paesi?

Se c’è una cosa che questo virus fa saltare all’occhio immediatamente, sono le similitudini, le cose che abbiamo in comune piuttosto che le differenze, perché mai come questa volta, è diventato evidente che, indipendentemente dalla latitudine in cui ci si trova, il pianeta è uno e questa volta siamo per davvero tutti nella stessa barca.

Matthew Gould da Twickenham – London

Da quanto tempo è in quarantena?

2 settimane e mezzo

Come sta reagendo alla situazione?

Mi ci è voluto un po ‘di tempo per adattarmi, sono abituato ad essere sempre fuori, ma mi sembra di aver trovato un modo di vivere e una routine adatti a me.

Le persone a Londra seguono le regole?

Ci sono stati vagabondaggi nei parchi ed altri posti che possono attrarre per la loro bellezza e gli anziani a volte possono essere confusi riguardo alle regole e non mantenere le distanze o avere bisogno di aiuto per negoziare le distanze! Ci sono persone piuttosto ribelli nella popolazione britannica, quindi sì, qualcuno disobbedisce alle regole.

Come sta gestendo il sistema sanitario inglese al momento?

Non abbiamo ancora raggiunto un livello critico, ma non mi fido del tutto che la stampa britannica ci dica con esattezza cosa sta succedendo, così non ne sono molto sicuro!

Cosa farà per una Pasqua così insolita, sta cucinando qualcosa di speciale?

Non proprio, probabilmente mescolerò insieme qualcosa di strano nel frigorifero come al solito, e cercherò di inviare un uovo di Pasqua ai miei nipoti.

William Russo da Brooklyn – New York City

Da quanto tempo è in quarantena e come si è adattato a questa situazione insolita?

Per la pandemia di Coronavirus è stato emanato, come in tanti altri paesi, l’ordine di rimanere a casa. Il periodo di isolamento forzato è iniziato il 22 marzo nello Stato di New York. È stato difficile rimanere a casa perché come americano di origini italiane la mia personalità era quella di uscire spesso, di essere accogliente, di socializzare e di essere affettuoso. Ho dovuto cambiare. È una questione di vita o di morte. Ma come i miei antenati, sono anche creativo, attivo, forte e soprattutto determinato a sopravvivere. Sono compassionevole e disponibile. Ho a cuore, come tutti, la  mia famiglia, e gli amici e della comunità. Per questo seguo le regole perché ci tengo a non prendere il virus o contagiare nessuno, restando a casa tranne che per fare la spesa, indossando una mascherina quando esco, lavandomi spesso le mani e rispettando le distanze di sicurezza.

Perlopiù trascorro il mio tempo a leggere, scrivere, guardare la tv e ascoltare musica, come piace fare agli italiani. Cucino e pulisco. Parlo a telefono con la mia famiglia e gli amici, in particolare gli anziani e i malati della mia comunità in modo che possano avere un po di compagnia sentirsi meno soli, anche se virtuale e possano sentire che c’è qualcuno che si interessa di loro.

Le persone a New York stanno seguendo le regole?

Nello Stato di New York la gente in generale sta seguendo le regole di restrizione e sta funzionando. Sono sempre più le persone infette che si stanno riprendendo in meno tempo negli ospedali e meno persone hanno bisogno dei respiratori artificiali.

Il sistema sanitario di New York è il migliore al mondo. Questa pandemia è stata una sfida difficile per tutti gli operatori sanitari e quelli di  primo soccorso. Con l’aiuto dello Stato e del governo Federale gli ospedali hanno la capacità di gestire i casi in arrivo e hanno le forniture di cui hanno bisogno. Tuttavia, le persone in prima linea sono sotto pressione, lavorano molte, molte ore al giorno. Sono decisamente degli eroi con grande forza e coraggio.

Come passerà questa Pasqua insolita che cosa cucinerà?

La prossima Pasqua sarà molto simbolica. Per questa pandemia sono tanti coloro che abbiamo perso, ma  sono i vivi che faranno risorgere la vita superando tutto questo. Come, Gesù, che come uomo, ha affrontato le malattie del suo tempo, ha curato i malati e guidato le persone attraverso le crisi, e aiutando i poveri. Anche se poi è stato crocifisso, ma è risorto dalla morte. Questa Pasqua cucinerò agnello, condividerò pane e vino e ricorderò le vite perse e continuerò a vivere con determinazione e compassione.

Patricia Reed da Stuart – Florida

La signora Reed è originaria dell’Inghilterra, ma vive in  Stuart in Florida non troppo lontano da Palm BeachDa quanto tempo è in quarantena e come sta affrontando la situazione?

Sono in quarantena da due settimane. Vivo da sola con il mio gatto; in questo periodo mi tengo occupata leggendo, guardando la televisione ed ogni giorno alle 4 del pomeriggio faccio una passeggiata nelle vicinanze. Possiamo uscire per fare la spesa. Ma io cerco di evitare perché ci hanno chiesto di restare in casa il più possibile, così esco a fare la spesa una volta alla settimana.

Come sta resistendo il sistema sanitario in Florida?

Ci sono circa 1300 persone infette in Florida ed 80 nella zona in cui vivo. Per quanto ne so il sistema sta resistendo bene, ma abbiamo anche 3 navi da crociera attraccate, così è difficile prevedere cosa succederà.

Che cosa farà per Pasqua?

Naturalmente rimarrò a casa. Tutti sembrano molto responsabili, indossano la mascherina e ci stiamo tutti impegnando per cercare di fermare il contagio. Il giorno di Pasqua guarderò il servizio pasquale della mia chiesa per televisione perché si sono organizzati per trasmetterlo televisivamente.