La Procura chiude l’inchiesta per il crollo del palazzo alla Riviera di Chiaia, avvenuto il 4 marzo 2013, con 21 indagati. I pm Fabrizia Pavani e Giovanni Corona, coordinati dal procuratore aggiunto Luigi Frunzio, ipotizzano il reato di cooperazione in disastro colposo.
Sono passati diciotto mesi dal grave incidente e gli inquirenti hanno accertato le cause del crollo: errori nel progetto e nell’esecuzione dei lavori della linea 6 della Metropolitana. Questa la causa principale, ma le indagini hanno fatto emergere anche altri elementi, come i mancati controlli alla struttura e i ripetuti allarmi di pericolo e inagibilità ignorati. È stato possibile ricostruire tutta la dinamica degli eventi grazie anche alla consulenza del professor Nicola Augenti e ai sopralluoghi e alle verifiche all’ingegnere Paolo Grazioso.
Nello specifico, la causa del crollo sarebbe dovuta a un difetto di costruzione tra due diaframmi del pozzo di stazione del cantiere della metro. I due diaframmi, separati da materiale non adatto a garantire l’impermeabilizzazione, hanno determinato l’apertura di una falla e la fuoriuscita di acqua e terreno che hanno provocato il cedimento dell’edificio.
Assunta Lutricuso