La prima cliente dell’anno, una giovane signora, è entrata trafelata nel negozio. “Buongiorno e buon anno! – ha esclamato ad alta voce, guardandomi fisso negli occhi – Che bello ritrovarvi!” . Le ho sorriso ringraziando e ricambiando gli auguri e lei ha continuato : “Sono sempre molto emozionata quando entro nel vostro negozio; ogni anno, quando abitavo a Benevento ,venivo qui con mia madre ed ora che lei non c’è più lo ricordo sempre con nostalgia ed ho un nodo alla gola. Anche adesso! Sono venuta da Napoli, dove mi sono trasferita da tanto, perché ho bisogno di un ombrello; avrei potuto comprarlo lì, con tanti negozi che vi sono, ma non lo avrei mai fatto, non sarebbe stata la stessa cosa. Volevo tornare qui anche perché vi devo raccontare quello che mi è accaduto”. Pazientemente mi sono predisposta all’ascolto (ormai lo so che questo mi tocca) e l’ho invitata a parlare. “Dovete sapere – ha iniziato- che l’ultima volta che sono stata nel vostro negozio con mia madre, lei volle regalarmi un bellissimo ombrello pieghevole che poi ho usato per tanto tempo e da cui non mi separavo mai. Lo usavo quando occorreva e lo portavo in macchina, poi a casa e di nuovo in macchina dove lo riponevo nel cassetto. Ogni tanto lo aprivo, gli davo un’occhiata e mi sentivo felice perché mi piaceva troppo. A volte lo poggiavo sul seggiolino accanto al mio posto guida ed era una presenza amica e confortante. Un giorno ho portato la macchina al lavaggio e, per la fretta, sono andata via senza prenderlo con me. Avevo percorso già un buon tratto di strada a piedi quando mi resi conto che mi mancava qualcosa; l’ombrello non era con me e subito tornai indietro per andare a riprenderlo. Giunta al lavaggio, lo cercai inutilmente nel cassetto, in ogni angolo della macchina, sollevando i tappetini, alzando ed abbassando i sediolini ma non riuscii a trovarlo. Dell’ombrello, neanche l’ombra!  “Dov’è il mio ombrello? – gridai – Chi lo ha preso? chiesi arrabbiata ai proprietari del locale ma risposero di non aver trovato ombrelli. Fu la giornata più brutta della mia vita, dovete credermi! Ero sicura di averlo lasciato in macchina ma sicuramente qualcuno doveva averlo rubato. Feci ritorno a casa con la disperazione nel cuore e, per oltre un anno, ho pensato sempre al mio ombrello perduto. A volte, mi svegliavo di soprassalto nel cuore della notte e mi chiedevo perché lo avessero preso, perché proprio il mio ombrello? Non trovavo risposta né pace! E non riuscivo più a dormire. In seguito, la macchina ebbe dei problemi al motore e mio marito la portò a riparare in un’officina e sapete cosa accadde? Tornò a casa con il viso che esprimeva grande sconcerto e meraviglia e, balbettando, disse :”E’ incredibile! Guarda cosa hanno trovato negli ingranaggi del motore!” e mi mostrò l’ombrello che il meccanico aveva recuperato. Non vi so dire la mia gioia! Piansi di felicità. L’ombrello era ritornato miracolosamente da me e lo baciai, lo strinsi tra le braccia come fosse stato una persona cara. Ve lo dico in dialetto napoletano, signora, ma esclamai : mo’ se ponn’ pur fa ‘ a macchina ma l’ombrello no! L’ombrello me l’ ‘anna lassà!”. A questo punto, visto che la signora ha scelto un ombrello pieghevole blu, automatico, certamente più moderno e tra i modelli arrivati da poco, ho osato dire :”Forse sarebbe meglio lasciare a casa, al sicuro, l’ombrello ritrovato e sarebbe preferibile utilizzare questo” ma la donna ha risposto risentita: “A casa potrebbe scoppiare un incendio o potrebbero venire i ladri e rischierei di non trovarlo più! Userò questo ma l’altro continuerà ad essere sempre con me, dovunque io vada, fino all’ultimo mio respiro!” ed ha aperto la borsa per mostrarmi l’ormai vecchio ombrello blu smarrito misteriosamente e poi ritrovato.

Mi sono arresa di fronte alla dimostrazione di così tenace affetto e, mentre stavo confezionando l’ombrello acquistato, ho iniziato a parlare del passato con la cliente che ricordava ancora mio padre e mio zio. Ho scoperto, poi, che sua nonna era la signora Helvetia, proprietaria di una famosa lavanderia del Corso di cui la mia famiglia era cliente. Abbiamo ricordato la signorina Mafalda che stirava i vari capi, donna di fiducia diventata come parte della famiglia, amata e venerata fino allo scorso anno quando è venuta a mancare per vecchiaia inoltrata. L’affollarsi dei ricordi ha reso pieni di lacrime gli occhi della signora e, nel momento in cui ha preso il portafogli per pagare il suo acquisto, mi è venuto spontaneo dire: ”Signora, non è molto ma le faccio cinque euro di sconto perché è la prima cliente dell’anno e perché mi ha detto chi è”.                                                                “No! – ha replicato – Vi ringrazio ma devo pagare quello che è il prezzo intero per l’ombrello! Non voglio sconti, non posso permetterlo!”. Ho insistito e, per convincerla, ho detto :”Con i cinque euro di sconto che deve farmi il piacere di accettare, faccia dire, allora, una Messa per la nonna Helvetia o per la signorina Mafalda anche se non ne avranno bisogno perché erano due persone sicuramente senza peccati da farsi perdonare. Pensi che una volta mia zia portò a lavare una giacca del fratello nella vostra lavanderia senza sapere che vi fossero dei soldi custoditi in una tasca interna. La signorina Mafalda li trovò, li consegnò a sua nonna e lei li conservò per darli a mia zia al ritiro del capo lavato. Si trattava di cinquecentomila lire e, per quei tempi, era un vero capitale. Mia zia che, rimproverata dal fratello, si era disperata per giorni, non credette ai suoi occhi e fece ritorno a casa di corsa,con le ali ai piedi, per riportare subito i soldi a mio zio che, finalmente, smise di sgridarla per la sua disattenzione. La giovane signora, vinta dalla commozione, è scoppiata in lacrime, mi ha abbracciata e baciata ed ha esclamato :” Allora farò dire una Messa per Mafalda, potete esserne certa. Lo farò! Siete troppo buona, signora. Come sono contenta di essere venuta qui da voi! Sentivo che dovevo farlo!”. “Sciocchezze – ho risposto – lei è venuta qui perché aveva bisogno di un ombrello ed è stato un piacere aver avuto l’occasione di ricordare persone che hanno fatto parte della nostra vita!”.  “Ci proteggeranno dall’alto, ci guarderanno dal Cielo” ha concluso, asciugando le lacrime ed andando via contenta.

E così, con una bella storia servita sul piatto d’oro dei buoni sentimenti, ha avuto inizio per me il primo giorno di lavoro ed il primo giorno di scrittura del nuovo anno. E, ancora una volta, ho dato ascolto alle parole del caro Padre Antonino che, ieri mattina, nel salutarmi, ha solennemente ricordato, facendo riferimento a Plinio il Vecchio :” Graziella, ti raccomando : Nulla dies sine linea!”.

Credo di non avere nulla da rimproverarmi. Andiamo avanti, verso l’anno nuovo!

GRAZIELLA  (MARIA GRAZIA)  BERGANTINO

Nata a Benevento il 15 dicembre 1954. Dopo aver  conseguito la Maturità Classica , si è laureata in Scienze Turistiche. Titolare della storica Cappelleria Bergantino, negozio di famiglia le cui origini, su testi di Storia della città di Benevento, risalgono al 1848.

Ha frequentato tre corsi di Lingua Araba classica organizzati dalla Caritas diocesana   di Benevento per il “Progetto  Al- Arabiyya” ottenendo, con esami finali, tre attestati di conoscenza della lingua araba parlata e scritta.

Conoscenza della Lingua tedesca appresa frequentando il Goethe Institut di Napoli per due anni.

Conoscenza della Lingua Inglese.

Fa parte dell’associazione culturale Dante Alighieri, sede di Benevento ,di cui è socia benemerita  e dell’Associazione culturale Verehia.

Ha pubblicato articoli vari su giornali locali. Ha ottenuto diplomi di merito e targhe premio per la partecipazione a Concorsi letterari nazionali ed internazionali con racconti e poesie.

Tra i  numerosi premi conseguiti:

Seconda classificata al Concorso Nazionale Bognanco Terme 2017 con il racconto :” L’antica fontana e la bella Dormiente del Sannio”

Terza classificata al 24° Concorso internazionale “Amico Rom” 2017, a Castelfrentano ( Chieti) con il racconto :”Madalina, piccola, grande amica Rom”

Prima classificata al 57° Premio Nazionale Paestum 2018 con il racconto :”Estati lontane”

Seconda classificata al Premio Internazionale “Poesia dell’anno 2018”  a Quartu Sant’Elena (Cagliari) ,con la poesia :”Nell’uliveto”.

Quarta classificata al XXIX Concorso nazionale “L’Ecologia e l’ambiente” a Fisciano ,nel 2018, con la poesia :”Fiore di donna”

Seconda classificata al 3° Concorso nazionale “ Padre Pio, santo del nostro tempo” nel 2018 a Salerno con il racconto :”Uno zio veramente speciale”

Prima classificata per la Narrativa alla VI Edizione del Premio internazionale Iside 2018, a benevento, con il racconto  :”Primavera nell’aria, primavera nel cuore”.

Nel mese di luglio 2018, ha pubblicato una silloge di Poesie dal titolo : “Nello scrigno dell’anima”