La prestigiosa Collezione Farnese del Museo Nazionale di Capodimonte

La Pinacoteca del Museo di Capodimonte è costituita prevalentemente da importanti capolavori pittorici della famosa collezione Farnese.
La famiglia Farnese è già nota nei documenti duecenteschi dove però risulta di rango inferiore, i suoi rappresentanti non ricoprivano cariche di grande prestigio sociale, né possedevano un grosso patrimonio.
Nel ‘400 la situazione cambia radicalmente con Pierluigi Farnese che sposa una Caitani-Orsini, aristocratica e ricca famiglia di Roma, legata alla corte pontificia.

Pier Luigi Farnese del Tiziano
Per il secondogenito di Pierluigi si prospetta, pertanto, una brillante carriera ecclesiastica: Alessandro Farnese studia con i precettori del grande Umanesimo, frequenta il circolo culturale di Lorenzo dei Medici e ben presto diviene cardinale anche grazie alla sorella Giulia, “la bella concubina” del papa Alessandro VI .
Nel 1534 Alessandro Farnese viene eletto pontefice con il nome di Paolo III.

cardinale Alessandro Farnese del Tiziano

Paolo III fu uno dei papi più importanti del Rinascimento: è il papa del Concilio di Trento, colui che dà l’avvio alla riforma morale della Chiesa Cattolica in risposta alle accuse di Lutero. Egli tuttavia è un personaggio ambiguo, ricco di contraddizioni, estremamente spregiudicato, un‘autorità che mira più a un potere temporale che spirituale.

Paolo III fu il pontefice che portò ai massimi livelli il Nepotismo, una politica di  favoritismo familiare: ai suoi quattro figli, tutti legittimati,  garantisce una continuità di potere. Appena divenuto pontefice, infatti,  investe il  primogenito del titolo di duca di Parma e Piacenza e nomina cardinale il nipote Alessandro, di appena quindici anni.

Paolo III ebbe un erudito interesse per il recupero dei reperti archeologici (finanziò gli scavi romani delle Terme di Caracalla) nonché fu mecenate delle più importanti personalità artistiche del periodo: Tiziano, Raffaello, Michelangelo. Egli contemporaneamente all’ascesa politica, avvia una politica atta a far acquisire alla famiglia grande prestigio attraverso la formazione di un’importante collezione.

La collezione Farnese nasce, quindi, da un’esigenza autocelebrativa, di prestigio, per dare gloria ed eternità al casato alla pari delle altre collezioni del momento: quella dei Medici, dei Gonzaga, degli Estensi, dei Montefeltro…

Nerbo principale della famosa collezione sono i diversi ritratti del  papa Paolo III e del nipote, il cardinale Alessandro Farnese, eseguiti dal grande Tiziano.

Il Vasari, nella sua famosa biografia artistica, ci riferisce che all’epoca non c’era nobildonna ne gentiluomo che non ambisse di essere effigiato dall’artista veneto; avere un ritratto del Tiziano era simbolo di potere economico in quanto il pittore, ben consapevole del proprio valore, si faceva ben retribuire. Si racconta che sia il Papa Paolo III che l’imperatore Carlo V, le massime autorità del tempo, dovettero molto attendere prima di posare per l’artista.

Paolo III del Tiziano

La Raccolta Farnese ,messa insieme nel corso di oltre due secoli, tra ‘500 e ‘700, può senza dubbio essere considerata una delle più importanti d’Europa e per tal motivo, la Pinacoteca di Capodimonte non ha nulla d’invidiare quella più celebrata degli Uffizi.

Attraverso committenze, acquisizioni, lasciti, confische, i Farnese riuscirono a dar vita ad una raccolta monumentale non solo di dipinti ma anche di sculture, monete, gemme preziose, tutti antichi reperti oggi presenti al Museo Archeologico di Napoli.

Nel 1731 si estinse la famiglia Farnese e l’ultima erede, Elisabetta Farnese, la trasmise al figlio: Carlo I di Borbone.

       Annamaria Pucino