I due emisferi del nostro cervello sono imputati a diverse funzioni

L’emisfero sinistro è la mente razionale cosciente

L’emisfero destro è la mente irrazionale inconscia

Lo sviluppo dell’area destra ha circa 65.000 milioni di anni di storia, quello dell’area sinistra circa 75.000 anni. Ne consegue che l’essere umano pur essendo razionale resta in maggior parte, e per abitudine genica, un animale istintivo.

Ogni scelta che facciamo, per quanto ponderata possa sembrarci, è quasi sempre una decisione di pancia, che si basa principalmente sulle nostre emozioni del momento, su quello che conosciamo e su quello che ricordiamo con più intensità, benché si tratti a volte solo di un caso eccezionale che ci è rimasto impresso proprio per la sua rarità.

Gli studi psicologici sulle scelte degli uomini,nascono dall’esigenza di capire come mai gli esseri umani sembravano incapaci di comportarsi secondo i parametri delle teorie economiche.

In pratica le teorie economiche sembravano completamente inutili e per spiegare i momenti di irrazionalità dei mercati. Questo perché le stesse, non tenevano conto dell’emotività degli operatori del mercato.

Richard Thaler e Cass Sunstein, economisti statunitensi, distinguono gli Econ, esseri ipotetici capaci di comportarsi razionalmente sempre e comunque, dagli Umani, esseri reali che popolano il pianeta e che sono molto più sensibili al contesto in cui effettuano scelte sulla base di informazioni apparentemente irrilevanti e spesso trascurate.

L’emotività ci rende molto più sensibili alle perdite che ai guadagni. Questo ci spiega come mai non amiamo intraprendere azioni che comportino una qualche perdita generica, a fronte di una probabilità molto più alta di guadagno.

Quando tutte le opzioni sono cattive, allora siamo più disposti a rischiare. Se qualcuno ti mettesse davanti alla scelta tra il perdere sicuramente 900 euro o avere il 90% di probabilità di perdere 1000 euro, allora sicuramente opteresti per il rischio. Ma se invece qualcuno ti domandasse di scegliere tra il guadagnare sicuramente 900 euro o avere il 90% di probabilità di guadagnare 1000 euro, molto probabilmente opteresti per  il guadagno sicuro.

L’immagine precedente mostra come il contesto possa generare illusioni diverse. Se leggi la griglia dall’alto verso il basso, nella casella centrale vedrai un 13. Se la leggi da sinistra a destra vedrai una B.

Il contesto influenza pesantemente le nostra percezione. Questo sta a significare che una scelta presa solo sulla base di quello che vediamo non è  mai totalmente logica e razionale. Bisognerebbe avere tutti i dati a disposizione per orientarsi e fare la cosa giusta.

Qui entra in gioco la statistica. Un maggior  numero di dati rilevati, permette di eliminare i rari casi di risultati eccezionali sia in negativo che in positivo, perché sui grandi numeri si regredisce sempre verso la media.

Il problema dell’eliminazione dei bias cognitivi risiede nel fatto che l’essere umano oltre ad essere abitudinario, perché si sente al sicuro, è anche pigro.

Non solo non vogliamo mettere in conto una perdita di qualunque genere, ma siamo ancorati al passato, che spesso ricordiamo molto più roseo di quanto realmente sia, in misura maggiore se siamo insoddisfatti nel momento in cui siamo chiamati a pensarci.

Quanto è difficile decider di mettersi a dieta? E decidere di cambiare il conto corrente o il contratto telefonico che ormai ci costa tanto? E di divorziare e uscire da una situazione che ci rende altamente infelici?

Daniel Kahneman ci insegna che pensiamo e decidiamo utilizzando due sistemi mentali:

  • Il Sistema 1, è primitivo, inconsapevole e automatico. É sempre acceso, non lo controlliamo, ed è emozionale, intuitivo, impaziente, velocissimo, e molto, molto impulsivo. Può svolgere più compiti nel medesimo tempo, usa poca energia, dà immediatamente senso a qualsiasi cosa che ci viene proposta, e viene influenzato molto facilmente.
  • Il Sistema 2, è consapevole, razionale, metodico e cauto. Non può occuparsi di più processi al medesimo tempo, è lento, è altamente energivoro, e pigro.

Il sistema 1 è credulone, nella sua velocità può essere ingannato da un minimo di coerenza in un processo, facendocelo immagazzinare come reale (ecco perché molte teorie complottiste sembrano fondate su base logica ad alcune persone)

Il sistema 2 deve essere opportunamente incentivato per funzionare,non funziona sotto stress e se è già occupato e ci sono delle emozioni in gioco, il sistema 1 ha sempre il sopravvento.

L’esempio classico, che cade a pennello in questo periodo è:

  1. A) Il vaccino che protegge i bambini da una malattia fatale comporta lo 0,001% di rischio’.
  2. B) 1 bambino vaccinato su 100.000 avrà dei notevoli problemi fisici.

Le due frasi precedenti comunicano lo stesso messaggio, ma nel secondo caso visualizziamo nella nostra mente un bambino malato, invece la percentuale ci offre un’immagine astratta.

Quindi la nostra mente (sistema 1) sceglie di pensare a quel bambino sfortunato, e non a tutti gli altri 99.999 bambini vaccinati e in perfettamente in salute che, proprio grazie a quel vaccino, potranno vivere una vita più serena e sicura (sistema 2).

Se il nostro sistema 2 funzionasse a dovere non dovremmo avere paura di prendere l’aereo, ma di guidare l’automobile anche solo per brevi tragitti.

Infatti il numero dei morti per incidente stradale è nettamente più alto di quello degli incidenti aerei. Solo che gli incidenti aerei si impigliano di più nel sistema 1.

Per prendere decisioni, sull’acquisto di  un prodotto, o su un comportamento da adottare, teniamo sempre presente che “meno è meglio di più”.

Ossia se proprio siamo chiamati a dover effettuare una scelta di qualche tipo cerchiamo il più possibile di tenere conto della maggioranza dei casi comuni, tentando di tenere fuori, gli eventi eccezionali, quelli più rappresentativi alla memoria e quelli che ci causano maggiore disagio.

Marianna Genovese – Consulente Finanziario certificato EFPA

mariannagenov@gmail.com

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