per i Pezzulli di Luciana Pennino: L’effimero ma indispensabile

Era davanti a me e fumava. Insieme al fumo, alle narici mi arrivava anche il suo profumo. Irresistibile, voluttuoso… In me montava la tentazione irrefrenabile di avvicinarmi, di avvicinare le mie labbra, ma mi tormentava il pensiero di soffrire di nuovo.

Chi si è scottato con l’acqua calda, ha paura anche dell’acqua fredda – come diceva sempre la mia amica Charlotte. E, dunque, dovevo resistere! Dovevo saper aspettare. Almeno che finisse di fumare, e che diamine!

Nel frattempo cercavo di distrarmi, per rendere meno straziante l’attesa. Ma la pazienza no, non è mai stata una delle mie virtù, ove mai ne avessi posseduta qualcuna.

«Però, cavolo, crescere è anche questo!», mi ripeteva la me stessa saggia ed equilibrata, e tremendamente tediosa. «Lo sterminato numero di volte che hai sofferto perché sei rimasta scottata – ricordi? -, qualcosa deve avertelo pur insegnato

Non le potevo dar torto, certo, all’altra me stessa, eppure rimaneva uno stillicidio! Dopo aver buttato occhi a destra e a manca per far attirare la mia attenzione da qualcosa di diverso, per spostare il mio pensiero divenuto oramai ossessivo, rivolsi nuovamente lo sguardo davanti a me e mi accorsi, con gioia, che non stava più fumando!

Era ancora più irresistibile, ora che il fumo non si frapponeva tra noi. Potevo finalmente accostarmi: nessuno avrebbe avuto nulla da ridire, non stavo facendo niente di male o di proibito o di disdicevole.

Eppure sentivo che mancava qualcosa, e quel qualcosa, per me, era essenziale, imprescindibile, irrinunziabile. Sì, è vero, ero incontentabile, ma se dovevo darmi piacere, dovevo farlo con tutti i crismi!

Fu in quel preciso istante che lo vidi passare al volo, facendo slalom tra i tavolini, affannandosi ma sorridendo sempre, e fu in quel preciso istante che mi feci coraggio e gli chiesi, quasi con tono di prece:  

«I biscottini

«Quali biscottini? Oh, sì signora, mi scusi… i biscottini insieme alla sua terza cioccolata calda, ha ragione. Imperdonabile da parte mia, glieli porto immediatamente!»

Dopo due minuti precisi, la passione si consumò, per la terza volta di seguito… e per la terza volta, mi apparve terribilmente effimera e, cosa più grave di tutte, quella terza volta mi lasciò l’amaro in bocca.

«Lo zucchero!!!», gridai strozzata in gola. La terza volta avevo dimenticato di zuccherare la mia cioccolata calda!

Luciana Pennino

“Dimenticate i diamanti, è il cioccolato, credo sarete d’accordo, il miglior amico delle ragazze.” (Carole Matthews)

L’immagine di copertina è un’opera di Tamara de Lempicka