I riti e le tradizioni della Pasqua ortodossa, nelle parole del presidente della Comunità ellenica di Napoli

Sebbene, per il marketing che ci gira intorno, la festa più conosciuta del cristianesimo sia il Natale, la principale solennità è la Pasqua, che celebra la resurrezione di Gesù avvenuta, come narrano i Vangeli, il terzo giorno dopo la sua morte sulla croce. La data della Pasqua, com’è noto, varia ogni anno, ciò accade perché è legata ai cicli lunari e cade la domenica successiva al primo plenilunio di primavera, di conseguenza variano anche le date delle celebrazioni a essa legate, come la Quaresima e la Pentecoste. Tuttavia la Pasqua non è celebrata nello stesso giorno da tutto il mondo cristiano, bensì con differenze di date. Infatti, mentre cattolici e protestanti seguono il calendario gregoriano, gli ortodossi e le chiese cattoliche orientali si basano sul calendario giuliano. Va subito detto che lo spirito religioso è identico, entrambe le celebrazioni sono legate alla tradizione apostolica, anche se alcune usanze liturgiche sono diverse. Nel rito ortodosso la cottura e la benedizione degli olii santi inizia il lunedì santo e termina il mercoledì, ed è accompagnato da letture e preghiere. Nel video in basso il presidente della Comunità ellenica di Napoli, Pavlos Kyprianos, ci spiega in breve le principali caratteristiche della Pasqua ortodossa che, quando sarà nuovamente possibile, rappresenta anche un’occasione unica per visitare la Grecia, dato che alcune tradizioni sono molto belle da vedere. A Corfù, per esempio, le processioni sono particolarmente scenografiche e le finestre vengono addobbate con drappi rossi. Un’altra tradizione è quella delle uova colorate di rosso. L’uovo è il simbolo della rinascita in tutto il mondo cristiano, il motivo per cui gli ortodossi le dipingono, è che il rosso simboleggia il sangue di Cristo. Ma una leggenda vuole che questa tradizione nasca perché quando Maria Maddalena andò da Pietro e gli riferì che il sepolcro di Gesù era vuoto, questi disse che avrebbe creduto alle sue parole solo se le uova che lei aveva nel paniere fossero diventate rosse. Immediatamente dopo le uova cambiarono colore diventando purpuree. Il venerdì santo, invece, si svolge una vera e propria liturgia funebre chiamata Opelo, in cui si rappresenta il funerale di Cristo, ed è una liturgia di rara bellezza. Il fuoco con cui si accendono le candele di Pasqua nelle chiese ortodosse, è chiamato il Fuoco Sacro e arriva da Gerusalemme, dove il patriarca ortodosso entra nella cripta da solo e, dopo aver pregato e aver spento la lampada che reca in mano, la riaccende col Fuoco Sacro, un fuoco che nei primi minuti non scotta. Si tratta di un rito antichissimo, attestato fin dalla fondazione della Chiesa Costantiniana nel IV secolo, che viene trasmesso in diretta televisiva in Grecia, Russia, Bulgaria e Romania. Il banchetto della domenica pasquale prevede capretto e agnello, come potrete ascoltare meglio nel video sottostante in cui, come detto, il presidente della Comunità ellenica di Napoli ci parla dei riti della Pasqua ortodossa, lasciandoci i suoi auguri.