La Pasqua di ieri – tradizioni pasquali del passato

Oltre al rito dello struscio, un’antica tradizione non solo napoletana, che consiste in una passeggiata per le vie del centro cittadino, per sfoggiare abiti nuovi e per fare nuove amicizie; vi erano altre usanze pasquali  che sono andate perdute ne tempo. Per esempio preparazione del pranzo pasquale la sera precedente la visita dei Santi Sepolcri le donne portavano “il grano del sepolcro”, un grosso piatto di portata, o vacile, usato per le conserve, contenente semi di grano o di legumi (lenticchie, ceci e in particolare cicerchia), germogliati e fioriti, al buio. Questi semi, nei loro contenitori, ricevevano l’umidità dentro la stoppa di ginestra, oggi sostituita dal cotone e venivano rinchiusi al buio dentro cassapanche, e casepanche, la domenica delle Palme per essere in rigogliosa fioritura il Giovedì Santo.

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Le donne riponevano poi i salami, ormai essiccati, dentro vasi di creta smaltata, per poter iniziare a mangiarli subito dopo il suono festoso delle campane della Resurrezione.
Il “grano del sepolcro” è quello che presso le città della magna Grecia veniva conosciuto come il giardinetto di Adone, dio della fertilità, principio maschile della riproduzione, a cui era collegato il mito di Afrodite, principio femminile della fecondità.

25 Carracci - venere e adone
Queste ed altre tradizioni sono oramai scomparse e permangono solo nelle campagne, come tanti altri rituali, sopravvissuti per secoli ed a volte per millenni ed oggi cancellati da un veloce e frenetico processo di omogeneizzazione che, in nome del progresso, ci fa dimenticare la cultura, le tradizioni e le radici delle nostre popolazioni.

Tratto da Napoli.com